Il Tribunale del Lavoro di Padova ha condannato Amazon Italia Transport per discriminazione indiretta nella gestione dei turni di una lavoratrice rientrata dalla maternità e impiegata nel magazzino di Vigonza.
Il giudice Pier Francesco Bazzega ha ordinato alla società di interrompere il comportamento contestato e di assegnare alla dipendente un turno stabile nella fascia dalle 6 alle 14, ritenuto compatibile sia con le esigenze organizzative del sito sia con quelle di cura della figlia minore.
Dopo il rientro dalla maternità, la lavoratrice era stata inserita in una turnazione alternata dalle 6 alle 14 e dalle 14 alle 22. L’organizzazione dell’orario non le avrebbe consentito di conciliare regolarmente l’attività lavorativa con le esigenze familiari.
Quando assegnata al turno pomeridiano, la dipendente avrebbe utilizzato in modo sistematico il congedo parentale per terminare il servizio entro le 18. Nel tempo avrebbe richiesto più volte un orario centrale oppure l’assegnazione esclusiva al turno mattutino, senza ottenere una risposta favorevole.
Nel decreto, il Tribunale ha rilevato che la presenza stabile nella fascia 6-14 avrebbe comunque garantito la copertura dell’orario indicato dalla società come essenziale per l’operatività del sito.
Durante il procedimento, Amazon non avrebbe prodotto la documentazione richiesta per ricostruire in modo completo l’organizzazione interna del magazzino. Tra i documenti mancanti figurano i prospetti relativi alle turnazioni del personale, all’organico, ai volumi di attività nelle diverse fasce orarie e ai piani operativi della sede.
Questi elementi avrebbero consentito di valutare con maggiore precisione la possibilità di assegnare alla lavoratrice un turno fisso senza compromettere le attività logistiche.
La società è stata condannata anche al pagamento di 999 euro per danno patrimoniale, oltre alle spese processuali.
La decisione riguarda un tema rilevante per i magazzini e i centri distributivi organizzati su più turni, nei quali la continuità operativa deve essere coordinata con le esigenze individuali dei lavoratori.
Il provvedimento ha riconosciuto che una turnazione apparentemente neutra può determinare uno svantaggio specifico legato alla genitorialità. La causa è stata promossa con l’assistenza di Adl Cobas, che ha seguito la lavoratrice nel ricorso.
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