La Guardia di Finanza ha eseguito sette perquisizioni nell’ambito di un’indagine su una presunta frode fiscale collegata ad appalti nel settore della logistica. Le operazioni hanno interessato i territori di Lioni, Capua, Pastorano, Pignataro Maggiore e Casagiove.
Gli accertamenti riguardano un presunto sistema di fatturazione per operazioni inesistenti che, tra il 2019 e il 2024, avrebbe raggiunto un valore complessivo di 55,4 milioni di euro. L’Iva indebitamente detratta ammonterebbe a oltre 12 milioni di euro.
Al centro delle indagini figurano i rapporti tra Multicedi e alcune società attive nei servizi logistici. L’ipotesi investigativa è che i contratti formalmente qualificati come appalti abbiano in realtà nascosto una somministrazione illecita di manodopera.
Questo meccanismo avrebbe permesso di trasferire formalmente la gestione dei lavoratori alle imprese appaltatrici, pur mantenendo presso il committente l’effettiva organizzazione delle attività e l’impiego operativo del personale.
La struttura contrattuale avrebbe consentito di evitare il versamento di parte degli oneri contributivi e previdenziali collegati alla manodopera, generando al tempo stesso vantaggi fiscali attraverso l’utilizzo delle fatture contestate.
Le perquisizioni sono finalizzate all’acquisizione di documentazione e altri elementi utili a ricostruire i rapporti economici, contrattuali e operativi tra le società coinvolte.
L’indagine richiama l’attenzione sul tema della corretta gestione degli appalti logistici, in particolare nei casi in cui il servizio affidato all’esterno comporti un impiego rilevante di personale presso magazzini, piattaforme distributive o altre strutture operative. Le responsabilità delle persone e delle imprese coinvolte dovranno essere accertate nel corso del procedimento.
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