Si è concluso con l’assoluzione del titolare dell’azienda il processo relativo a un grave infortunio sul lavoro avvenuto l’11 aprile 2019 in un’impresa di logistica dell’Interporto di Prato, in via di Gonfienti. Il procedimento, durato sette anni, riguardava l’investimento di un operaio da parte di un carrello elevatore guidato da un collega.
Il giudice monocratico di Prato, Duccio Poggianti, ha escluso la responsabilità dell’imprenditore, un uomo di 63 anni, rispetto all’accusa di lesioni gravi. Il lavoratore coinvolto nell’incidente aveva riportato la frattura di un piede e altre lesioni che lo avevano costretto a restare lontano dal lavoro per almeno sei mesi.
Al momento dell’infortunio, il lavoratore, un operaio senegalese di 43 anni, era impiegato da una cooperativa che operava in appalto all’interno dell’azienda logistica Alha spa.
Durante le attività di magazzino, l’uomo fu travolto dal forcone di un muletto elettrico condotto da un collega. La Procura aveva individuato tra le possibili cause dell’incidente un’inadeguata segnalazione e separazione dei percorsi destinati ai carrelli elevatori all’interno del magazzino, contestando il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
A processo erano inizialmente finiti sia il titolare dell’azienda logistica sia il gestore della cooperativa appaltatrice. Quest’ultimo è deceduto prima della conclusione del procedimento e la sua posizione è stata quindi dichiarata estinta.
La difesa, affidata all’avvocato Federico Febbo, ha sostenuto che Alha spa avesse rispettato le prescrizioni previste in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro. Una ricostruzione accolta dal giudice, che ha disposto l’assoluzione dell’imprenditore.
Nel corso del procedimento è stato richiamato anche il lavoro svolto dal Dipartimento di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl, intervenuto nelle indagini sull’incidente.
L’azienda ha successivamente introdotto ulteriori tecnologie di sicurezza sui mezzi di movimentazione. I carrelli sono stati dotati di sensori di presenza in grado di rallentare e arrestare i mezzi in caso di interferenza e di attivare automaticamente avvisatori acustici quando un pedone entra entro un raggio di dieci metri.
Il caso richiama uno dei temi centrali nella gestione operativa dei magazzini: la convivenza tra mezzi di movimentazione e personale a piedi, che richiede organizzazione dei flussi, separazione dei percorsi e sistemi adeguati alla prevenzione delle interferenze.
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