Il Poligono di Monte Romano ha ospitato una delle fasi principali della campagna RAS 2026 (Robotics and Autonomous Systems), il programma di sperimentazione promosso dal Comando Valutazione e Innovazione dell’Esercito per verificare il contributo delle tecnologie autonome alle operazioni militari. Per quattro settimane, i test hanno riguardato in particolare la logistica distribuita negli scenari di combattimento, con un’attenzione specifica alle attività dell’ultimo miglio, uno degli aspetti più delicati nelle operazioni ad alta intensità.
Avviata nel 2022, la campagna RAS punta a valutare il livello di maturità dei sistemi robotici e autonomi attraverso “vignette operative” costruite per riprodurre condizioni molto vicine a quelle reali. L’obiettivo non è soltanto misurare l’efficienza delle piattaforme, ma anche verificare la loro capacità di ridurre l’esposizione del personale ai rischi operativi, affidando ai sistemi autonomi le missioni più critiche o ripetitive.
La campagna RAS 2026 ha richiesto un’organizzazione particolarmente articolata per il numero di enti coinvolti, delle maestranze civili e dei diversi sistemi tecnologici da integrare. La fase iniziale è stata dedicata all’installazione e alla configurazione delle piattaforme da parte del comparto industriale, seguita dalle attività di familiarizzazione e addestramento del personale militare. A supporto della sperimentazione hanno operato il 3° Reggimento Alpini e il 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti, che hanno fornito il personale operativo impiegato nelle prove, mentre l’80° Reggimento “Roma” ha garantito il sostegno logistico dell’intera esercitazione. Il modello adottato conferma una tendenza che interessa anche il settore civile: lo sviluppo tecnologico procede più rapidamente quando progettisti e utilizzatori lavorano insieme sul campo, verificando in tempo reale criticità, limiti e possibili miglioramenti delle soluzioni sperimentali.
Al termine della campagna, il Comandante per la Valutazione e Innovazione dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Francesco Olla, ha sottolineato il valore della collaborazione tra Forza Armata e industria, definita una metodologia “agile” capace di accelerare la maturazione tecnologica dei prototipi. Le attività sperimentali sono finalizzate a portare i sistemi testati a un livello di affidabilità e resilienza adeguato attraverso la misurazione dei principali Key Performance Indicator (KPI), metriche indispensabili per definire le esigenze operative e avviare i successivi processi di procurement. La presenza costante di personale operativo a fianco della componente ingegneristica permette inoltre di abbreviare i tempi di sviluppo, ridurre i costi non ricorrenti e contenere il rischio d’impresa. Per il mondo della logistica, anche civile, queste sperimentazioni rappresentano un osservatorio privilegiato: molte delle tecnologie oggi testate in ambito militare potrebbero trovare in futuro applicazione nella movimentazione autonoma delle merci, nella distribuzione in ambienti complessi e nella gestione delle operazioni dell’ultimo miglio.
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