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Lavoro in logistica: in Veneto il modello ITS che forma tecnici per supply chain e trasporti
ITS Marco Polo: formazione, azienda e occupazione qualificata nella logistica


Consulenza e Formazione

Lavoro in logistica: in Veneto il modello ITS che forma tecnici per supply chain e trasporti

6 Luglio 2026 Lavoro in logistica: in Veneto il modello ITS che forma tecnici per supply chain e trasporti

Nel settore della logistica e dei trasporti, la disponibilità di competenze specializzate è diventata un fattore diretto di competitività. L’ITS Marco Polo di Venezia, Academy nata per rispondere alle esigenze delle imprese e dei sistemi industriali complessi, rappresenta un modello formativo costruito sul rapporto tra didattica, praticantato e inserimento in azienda.

I numeri indicano una crescita progressiva: 200 diplomati nel 2025, 220 quest’anno e un obiettivo di 250 diplomati nel 2027. Nel 70% dei casi l’assunzione avviene presso l’azienda o la società in cui è stato svolto il praticantato, mentre il 95% dei diplomati trova un lavoro coerente con la propria specializzazione.

La sede dell’istituto si trova nell’area portuale veneziana, un contesto coerente con i percorsi dedicati alla logistica e ai trasporti. Aule, laboratori e simulatori navali e ferroviari permettono di avvicinare la formazione alle esigenze operative delle imprese.

Un settore che vale il 9% del PIL

Il comparto logistico e dei trasporti in Italia vale il 9% del Prodotto Interno Lordo, per un valore di 205 miliardi di euro, e conta quasi 1,4 milioni di addetti. Si tratta della terza filiera in ambito europeo, con ulteriori potenzialità di crescita legate a infrastrutture, intermodalità e sviluppo delle competenze.

In questo quadro, la formazione tecnica superiore assume un ruolo rilevante. Damaso Zanardo, presidente della Fondazione che controlla l’ITS Marco Polo, evidenzia la capacità degli ITS di adattare corsi e contenuti alle richieste del mercato, con una flessibilità maggiore rispetto ai percorsi scolastici tradizionali.

La rapidità del cambiamento tecnologico, dalla digitalizzazione diffusa all’applicazione dell’Intelligenza Artificiale, impone tempi di aggiornamento più brevi anche per chi forma le nuove figure professionali. L’orizzonte dell’ITS Marco Polo è calibrato sui cinque anni, mentre i percorsi hanno una durata biennale, con tre percorsi speciali triennali.

Undici corsi tra logistica, trasporti e specializzazioni operative

L’offerta dell’ITS Marco Polo comprende 11 corsi specialistici: quattro per la logistica, due per i trasporti su ferro, due per quelli su gomma, uno per commissario di bordo, uno per tecnico manutentore e uno dedicato alla logistica dell’arte, pensato per formare figure in grado di gestire il trasporto di opere artistiche.

La supply chain resta l’area centrale del progetto formativo. I corsi dedicati alla logistica sono quattro ogni anno, con una media di 20 allievi ciascuno. Seguono i percorsi ferroviari, legati alla formazione di conduttori e allestitori di treni.

Queste specializzazioni intercettano anche le esigenze degli interporti veneti, dal Quadrante Europa di Verona all’interporto di Padova, dove è entrata PSA International, Port Authority Singapore, già controllante di Vecon a Venezia.

Competenze, occupazione e competitività

Il modello dell’ITS Marco Polo si inserisce anche nel dibattito sulla perdita di giovani competenze dall’Italia. Tra il 2011 e il 2024 il cosiddetto brain drain ha riguardato 630mila giovani tra i 18 e i 34 anni, con una perdita di valore stimata per il Veneto in 14,8 miliardi di euro.

Per Zanardo, il contributo degli ITS può aiutare a trattenere competenze qualificate e a rafforzare il patrimonio di sapere collegato al Made in Italy. Il confronto europeo resta però aperto: l’esperienza italiana degli Istituti Tecnologici Superiori è recente, mentre in Germania e Francia modelli analoghi esistono da oltre trent’anni o quasi.

La formazione specialistica, anche in chiave internazionale, diventa quindi un passaggio per sostenere la competitività industriale. In un contesto segnato da crisi geopolitiche, aumento dei costi e complessità nei flussi globali delle merci, la disponibilità di tecnici preparati può incidere sulla capacità delle imprese di gestire supply chain, trasporti e intermodalità con maggiore efficacia.

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