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Bcube e Sobrero: quando la logistica entra in aula (e vince chi progetta meglio)
Seconda edizione del progetto formativo tra Bcube e l'istituto Sobrero di Casale Monferrato


Consulenza e Formazione

Bcube e Sobrero: quando la logistica entra in aula (e vince chi progetta meglio)

22 Maggio 2026 Bcube e Sobrero: quando la logistica entra in aula (e vince chi progetta meglio)

C’è un punto in cui la logistica smette di essere teoria e diventa progetto, calcolo, decisione. È esattamente lì che si colloca l’iniziativa formativa nata dalla collaborazione tra Bcube, operatore logistico di riferimento a livello nazionale, e l’Istituto Sobrero di Casale Monferrato, giunta quest’anno alla sua seconda edizione. Cinque gruppi di lavoro, trentaquattro studenti delle classi quarte degli indirizzi “logistica” ed “energia”, un compito tutt’altro che scolastico: progettare un magazzino reale per la gestione di complementi d’arredo, comprensivo di piano di investimenti, gestione industriale e ottimizzazione dell’efficienza operativa. Non un esercizio accademico. Una simulazione ad alta fedeltà della professione.

Un format competitivo per competenze trasversali

Il modello scelto è quello della competizione strutturata, con premi in denaro assegnati in base alla qualità dei progetti presentati. Il miglior team ha ottenuto una borsa di studio da 2.000 euro, il secondo si è aggiudicato 1.000 euro, il terzo 500, mentre i due gruppi restanti hanno ricevuto 250 euro ciascuno. Ma la logica della graduatoria serve a qualcosa di più profondo: abituare i giovani a lavorare sotto pressione, a difendere le proprie scelte progettuali davanti a una platea, a negoziare e interloquire con gli stakeholder su livelli diversi di complessità. Competenze che nessun manuale trasferisce da solo. I lavori sono stati presentati nell’aula magna dell’istituto di via Candiani d’Olivola, alla presenza di Umberto Bonzano, vicepresidente di Bcube, e dei docenti coinvolti nel percorso.

Progettare flussi, dimensionare spazi, leggere i dati

Il cuore del progetto è tecnico e multidisciplinare insieme. Gli studenti hanno dovuto confrontarsi con la progettazione di flussi logistici, il calcolo e il dimensionamento delle aree di stoccaggio, le valutazioni economiche legate agli investimenti e le analisi dei dati necessarie a sostenere le proprie scelte. Trasversalità, interdisciplinarietà e flessibilità, indicati dagli organizzatori come i punti cardine dell’iniziativa, non sono stati principi astratti, ma vincoli operativi concreti. La logistica, si sa, non tollera approssimazioni: ogni scelta ha un costo, ogni layout ha una conseguenza sui tempi e sui volumi. Lavorare su un caso reale costringe a fare i conti con questa responsabilità fin dall’inizio.

Perché questo modello funziona (e dovrebbe diffondersi)

Il dirigente scolastico dell’istituto Sobrero, Riccardo Rota, insieme al team di Bcube, ha descritto il progetto come «un modo concreto per valorizzare il settore della logistica e avvicinarlo ai giovani», capace di «far toccare con mano la vera logistica» e di rendere evidente «quanto sia essenziale il suo ruolo». Non è retorica. In un settore che sconta ancora un deficit di attrattività verso le nuove generazioni, spesso ignare delle opportunità professionali che offre, iniziative come questa rappresentano un investimento strategico sul capitale umano futuro. La seconda edizione conferma che il format regge, che gli studenti rispondono con impegno autentico e che il ponte tra istruzione tecnica e industria logistica è non solo percorribile, ma necessario.

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