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Sea Modal Shift, contributo ridotto dell’80% per le Autostrade del mare
Risorse insufficienti per l’incentivo al trasporto merci via mare


Trasporti Nazionali e Internazionali

Sea Modal Shift, contributo ridotto dell’80% per le Autostrade del mare

29 Giugno 2026 Sea Modal Shift, contributo ridotto dell’80% per le Autostrade del mare

Il contributo previsto dal Sea Modal Shift, il programma di incentivo al trasporto merci sulle Autostrade del mare, è stato ridotto in modo rilevante rispetto al valore massimo teorico. Per la prima annualità erano disponibili 52,9 milioni di euro, a fronte di un fabbisogno stimato di circa 240 milioni di euro.

La copertura effettiva si è quindi fermata al 22%, determinando una riduzione proporzionale di quasi l’80% del contributo unitario. Il valore massimo previsto, pari a 30 centesimi per veicolo-chilometro, è sceso a poco più di sei centesimi per veicolo-chilometro. In termini pratici, per ogni cinque euro potenzialmente riconoscibili alle imprese, ne è stato riconosciuto poco più di uno.

Il nodo delle rotte insulari

La riduzione interessa tutti i beneficiari della misura, ma assume un peso particolare per le imprese di trasporto di Sicilia e Sardegna. Per le isole, infatti, il collegamento marittimo non rappresenta una scelta modale alternativa alla strada, ma un passaggio obbligato per raggiungere il continente.

Quando il contributo copre poco più di un quinto del valore massimo previsto, mentre noli marittimi e supplementi continuano a incidere sui costi, una parte significativa del differenziale resta a carico della filiera. Le imprese di autotrasporto possono trovarsi a comprimere i margini o a trasferire parte dei costi sulla committenza.

L’impatto riguarda anche le Pmi industriali e le imprese agroalimentari insulari, che operano con volumi inferiori e minore potere contrattuale rispetto agli operatori di maggiori dimensioni. Per le produzioni fresche e deperibili, inoltre, il tema non riguarda solo il costo del trasporto: frequenza, regolarità e certezza dei collegamenti incidono direttamente sulla possibilità di raggiungere i mercati nei tempi necessari.

ETS e finanziamento degli incentivi

Un ulteriore elemento riguarda i costi legati all’ETS, trasferiti dagli armatori nei noli e quindi lungo la catena logistica. Il risultato è un aumento del costo della modalità marittima proprio mentre le politiche pubbliche puntano a incentivare il trasferimento modale dalla strada al mare.

Con la legge n. 49 del 10 aprile 2026, il Parlamento ha inserito Sea Modal Shift e Ferrobonus tra le finalità finanziabili attraverso i proventi ETS. La norma, tuttavia, abilita questa possibilità senza definire ancora la quantificazione delle risorse, il riparto e gli atti di assegnazione.

Fiap chiede un correttivo per Sicilia e Sardegna

Alessandro Peron, segretario generale di Fiap, ha definito la prima annualità della misura gravemente sottodimensionata, evidenziando come per un’impresa siciliana o sarda il mare sia una condizione imposta dalla geografia e non una scelta operativa.

Peron ha inoltre collegato il tema non solo alla competitività dell’autotrasporto, ma all’intero sistema produttivo insulare, comprese Pmi e filiere agroalimentari. Fiap chiede al Governo di quantificare e assegnare le risorse derivanti dai proventi ETS e di introdurre un correttivo specifico per le rotte insulari.

L’associazione sollecita anche le Regioni Sicilia e Sardegna a sostenere l’apertura di un tavolo di filiera, richiamando il principio costituzionale di rimozione degli svantaggi legati all’insularità. Per il settore logistico, il punto centrale resta la possibilità di garantire condizioni competitive più comparabili tra imprese continentali e imprese che operano da territori insulari.

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