La tassa italiana da 2 euro sulle spedizioni extra UE di valore inferiore a 150 euro slitta al 1° ottobre 2026. Il rinvio è stato approvato dal Consiglio dei ministri del 22 giugno nell’ambito del decreto legge su PNRR e infrastrutture.
La misura era stata introdotta con la legge di bilancio 2025 e avrebbe dovuto applicarsi ai mini-pacchi provenienti da Paesi extra UE. L’obiettivo indicato era intervenire sui flussi dell’e-commerce internazionale a basso valore, anche in relazione alla concorrenza esercitata dalle grandi piattaforme extraeuropee.
Il contributo, tuttavia, non è ancora entrato in vigore. Dopo una prima sospensione a gennaio e un successivo rinvio a luglio, il nuovo termine viene spostato all’autunno. La relazione tecnica associata alla misura stimava un gettito pari a 122,5 milioni di euro nel 2026 e a circa 245 milioni di euro annui a regime.
Il rinvio si inserisce in un contesto operativo delicato per gli operatori della logistica e dell’e-commerce internazionale. Dal 1° luglio 2026 entrerà infatti in vigore il nuovo regime europeo, che elimina la franchigia doganale sotto i 150 euro e introduce un dazio forfettario temporaneo da 3 euro per item dichiarato in dogana.
La sovrapposizione tra il contributo italiano da 2 euro e il dazio europeo avrebbe portato il costo fisso aggiuntivo a 5 euro, più IVA, per le spedizioni coinvolte. Confetra aveva segnalato al Ministero dell’Economia il rischio di una perdita di competitività per gli hub logistici italiani rispetto ad altri Paesi europei.
Secondo le simulazioni richiamate dalla Confederazione, l’applicazione simultanea delle due misure avrebbe potuto determinare una deviazione di circa il 50% dei traffici logistici legati all’e-commerce extra UE verso altri scali e piattaforme dell’Unione.
Il Regolamento UE 2026/382 modifica il sistema doganale applicato alle spedizioni di basso valore. La novità principale riguarda l’eliminazione della franchigia sotto i 150 euro, in vigore dal 1992.
Il dazio europeo non si applica semplicemente “a pacco”, ma agli item o alle categorie merceologiche dichiarate. Questo significa che il costo finale può variare in base alla composizione della spedizione e alla classificazione doganale indicata dal venditore o dalla piattaforma.
Per molti acquisti effettuati tramite marketplace internazionali, il costo potrà essere integrato nel prezzo finale o aggiunto in fase di pagamento. Per gli operatori logistici, invece, il punto centrale riguarda la gestione dei dati doganali, la correttezza delle dichiarazioni e l’impatto sui processi di importazione.
Il sistema IOSS, utilizzato per la gestione dell’IVA sulle vendite a distanza di beni importati, continuerà a riguardare l’imposta sul valore aggiunto. Non assorbe però i dazi doganali.
Il nuovo dazio europeo da 3 euro si applicherà quindi indipendentemente dal regime IVA utilizzato. Inoltre, trattandosi di un diritto doganale, entrerà nella base imponibile per il calcolo dell’IVA. Il costo effettivo per il consumatore potrà quindi risultare superiore al solo importo del dazio.
Per la filiera logistica, questo passaggio rende più rilevante la qualità delle informazioni trasmesse lungo la catena: piattaforme, spedizionieri, operatori doganali e corrieri dovranno gestire un volume elevato di micro-spedizioni con requisiti dichiarativi più stringenti.
Il dazio europeo da 3 euro è concepito come misura transitoria fino al 1° luglio 2028, data entro la quale dovrebbe diventare operativo l’EU Customs Data Hub. La piattaforma digitale europea punta a centralizzare e condividere i dati sulle importazioni e-commerce tra imprese e autorità doganali.
Quando il sistema sarà pienamente attivo, il dazio forfettario dovrebbe essere sostituito dall’applicazione ordinaria della tariffa doganale comune, con aliquote variabili in base alla categoria merceologica. La Commissione europea dovrà verificare entro il 1° dicembre 2027 lo stato di avanzamento del progetto.
Il rinvio della tassa italiana sposta quindi in avanti il tema della sovrapposizione tra prelievi, ma non elimina il cambiamento principale: dal 1° luglio il trattamento doganale dei pacchi extra UE sotto i 150 euro entrerà in una fase nuova, con effetti diretti su e-commerce, spedizioni internazionali, dichiarazioni doganali e organizzazione dei flussi logistici.
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