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Riforma istituti tecnici: cosa cambia per Trasporti e logistica
Il DM 71 assegna le classi di concorso ai nuovi quadri orari degli istituti tecnici


Consulenza e Formazione

Riforma istituti tecnici: cosa cambia per Trasporti e logistica

8 Giugno 2026 Riforma istituti tecnici: cosa cambia per Trasporti e logistica

Il Decreto Ministeriale 71 del 29 aprile 2026, relativo all’individuazione delle classi di concorso da assegnare alle discipline dei nuovi percorsi di istruzione tecnica, è stato trasmesso agli Uffici Scolastici Regionali il 4 giugno 2026, dopo la registrazione del provvedimento. Il decreto riguarda il primo biennio, il secondo biennio e il quinto anno degli istituti tecnici riformati, in relazione ai nuovi quadri orari definiti dal DM 29/2026.

Il punto più discusso non è soltanto il contenuto tecnico del provvedimento, ma la tempistica: secondo la FLC CGIL, il decreto arriva quando la fase di definizione degli organici era già stata predisposta, con cattedre inserite a sistema e individuazione dei docenti perdenti posto o perdenti ore già avviata. Per le scuole, questo significa margini ridotti per utilizzare davvero le nuove atipicità introdotte.

Trasporti e logistica dentro il settore tecnologico-ambientale

Per il settore logistico, il passaggio da osservare è l’Allegato 11, dedicato al settore tecnologico-ambientale, indirizzo Trasporti e logistica. Il documento definisce l’area di indirizzo flessibile e le classi di concorso associate alle diverse articolazioni, tra cui costruzioni navali, costruzioni aeronautiche, costruzione dei mezzi terrestri, conduzione del mezzo navale, conduzione del mezzo aereo, conduzione del mezzo terrestre e logistica.

Nell’articolazione Logistica compaiono discipline come Logistica, Struttura dei mezzi e delle infrastrutture di trasporto, Tecnologie e impianti di trasporto, Tecnologie digitali e sistemi informativi della logistica, Diritto ed economia dei trasporti. È un dettaglio rilevante perché mostra il tentativo di tenere insieme competenze tecniche, infrastrutturali, digitali e giuridico-economiche in un percorso che dovrebbe formare figure più vicine alle trasformazioni reali della supply chain.

Classi di concorso, atipicità e nodo della flessibilità

Il DM 71 individua le classi di concorso previste dal DPR 19/2016, dal DM 259/2017 e dal DM 255/2023 da assegnare alle discipline dei nuovi percorsi. Nel decreto viene indicato anche il parziale accoglimento della proposta del CSPI di incrementare, dove possibile, il numero delle classi di concorso atipiche, con riferimento ad alcuni indirizzi del settore tecnologico-ambientale e alle classi A-20, A-21 e A-34. La FLC CGIL giudica però l’intervento tardivo e insufficiente, sostenendo che l’aggiunta di alcune atipicità non sia in grado di incidere sulle conseguenze organizzative già prodotte dalla riforma.

Il decreto prevede inoltre che il provvedimento possa essere modificato o rivisto dopo l’emanazione delle Linee Guida previste dall’articolo 9, comma 3, del DM 29/2026, ancora mancanti secondo la fonte sindacale.

Perché la riforma interessa anche le imprese logistiche

La riforma degli istituti tecnici non riguarda solo il mondo della scuola. Per le aziende della logistica, dei trasporti e della supply chain, la qualità dei percorsi tecnici incide direttamente sulla disponibilità futura di profili operativi e intermedi: tecnici dei trasporti, addetti alla gestione dei flussi, figure legate alla logistica portuale, aeroportuale, industriale e alla digitalizzazione dei processi.

Nell’articolazione Logistica, ad esempio, la presenza di tecnologie digitali e sistemi informativi accanto a diritto ed economia dei trasporti segnala una direzione coerente con il mercato. Resta però il punto sollevato dalla FLC CGIL: una riforma efficace non si misura solo sulla carta dei quadri orari, ma sulla capacità di renderli applicabili nelle scuole, con organici adeguati e tempi amministrativi compatibili con l’avvio dell’anno scolastico.

Mobilitazione sindacale e Linee Guida ancora attese

La FLC CGIL ha mantenuto una posizione fortemente contraria alla riforma dell’istruzione tecnica, denunciando possibili riduzioni di organico e un peggioramento della qualità dell’offerta formativa. Dopo il fallimento del tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro, la mobilitazione ha incluso lo sciopero del 7 maggio, lo sciopero delle attività aggiuntive dal 22 maggio al 21 giugno, l’astensione nell’adozione dei libri di testo e lo sciopero degli scrutini dal 13 al 21 giugno 2026.

Il quadro resta quindi aperto. Da un lato c’è un decreto che assegna formalmente le classi di concorso ai nuovi percorsi tecnici. Dall’altro c’è una contestazione che riguarda tempi, organici e tenuta didattica della riforma. Per Trasporti e logistica, la posta in gioco è concreta: formare competenze aggiornate senza impoverire la struttura scolastica che dovrebbe produrle.

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