Fhp MarterNeri ha inaugurato nel porto di Livorno due nuovi magazzini per oltre 17.000 metri quadrati complessivi, destinati allo stoccaggio di prodotti forestali, carta e cellulosa. L’investimento, pari a 23 milioni di euro, interviene su un segmento logistico spesso poco visibile al grande pubblico, ma decisivo per l’approvvigionamento dell’industria cartaria europea. L’operazione riconverte due aree industriali dismesse: un vecchio magazzino risalente al 1901 e un’ex cementeria ferma da vent’anni.
Il risultato è una nuova capacità coperta a terra, lunga circa 300 metri, con pavimentazioni ad alta solidità e coperture predisposte per impianti fotovoltaici da oltre 1 MW. Per la città di Livorno, scalo già centrale nelle merci convenzionali, l’intervento rafforza la capacità di ricezione per produttori provenienti da 11 nazioni.
Il taglio del nastro ha riunito autorità cittadine, rappresentanti dell’Autorità di Sistema Portuale e vertici del gruppo logistico. Davide Gariglio ha ricordato il quadro degli investimenti pubblici in corso, superiore a 600 milioni di euro, trainato dal cantiere da 550 milioni per la Darsena Europa. Il messaggio emerso è chiaro: la crescita dei traffici richiede una combinazione robusta tra intervento pubblico e capitale privato.
Anche il sindaco Luca Salvetti ha sottolineato il cambio di percezione dello scalo labronico, sempre più legato alla capacità degli operatori di modernizzare asset e infrastrutture. In questo contesto, i magazzini Fhp MarterNeri non aggiungono soltanto superficie coperta: offrono al porto una leva di servizio per assorbire picchi, programmare ricezioni e sostenere traffici che richiedono continuità fisica, non soltanto banchina disponibile.
Giorgio Neri, presidente esecutivo, ha indicato il cuore industriale dell’investimento: accogliere navi che dal Sud America arrivano ormai a 80.000 tonnellate di portata lorda. La concentrazione dei carichi su unità più capienti consente ai vettori marittimi di ottimizzare i viaggi e ridurre il numero di navi in flotta, ma sposta pressione sulla logistica portuale. Senza adeguata capacità di stoccaggio a terra, il vantaggio marittimo rischia di diventare congestione operativa.
Per cellulosa e prodotti forestali, i magazzini funzionano quindi da polmone commerciale, soprattutto in un mercato maturo, con volumi stabili e produttori brasiliani e cileni che hanno bisogno di spazi nei porti di destinazione quando la domanda non è al massimo. La capacità del gruppo su prodotti forestali e cellulosa è di circa 450.000 tonnellate, divise equamente tra Livorno e Monfalcone.
L’intervento si inserisce nel modello banchina-ferrovia costruito da Fhp Group dal 2019, anche attraverso l’integrazione con il vettore ferroviario Cfi. Il gruppo, espressione di F2i Sgr, gestisce oggi 10 concessioni in 7 porti, ha movimentato nel 2025 circa 10 milioni di tonnellate di merci, registra un fatturato di 300 milioni di euro e impiega oltre 1.000 persone. A Livorno, Giorgio Neri ha annunciato anche un ulteriore collegamento ferroviario privato, che si aggiungerà a quello già posseduto da Fhp nello scalo.
La strategia del ferro ha già sottratto alla strada oltre 5.000 camion nel 2025, con un abbattimento delle emissioni di CO₂ dell’80%. Resta un dato non secondario: i nuovi magazzini sorgono su aree private, scelta effettuata anche per la difficoltà storica di ottenere nuove concessioni demaniali. Un dettaglio concreto, quasi ruvido, che racconta bene dove si gioca oggi la competitività portuale italiana.
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