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Commercio globale, nuove rotte e hub di prossimità per supply chain più resilienti
Dazi e tensioni geopolitiche spingono imprese e operatori verso filiere più vicine e flessibili


Outsourcing

Commercio globale, nuove rotte e hub di prossimità per supply chain più resilienti

19 Luglio 2026 Commercio globale, nuove rotte e hub di prossimità per supply chain più resilienti

Le tensioni geopolitiche, l’introduzione di nuovi dazi e la ridefinizione degli equilibri produttivi internazionali stanno modificando la geografia del commercio globale. Gli scambi continuano a crescere, ma si orientano lungo direttrici differenti, mentre le imprese cercano di ridurre la dipendenza da singoli Paesi, fornitori e corridoi logistici.

In questo scenario, resilienza, diversificazione e prossimità assumono un peso crescente nelle strategie di supply chain. Anche il ruolo degli operatori logistici si amplia: accanto al trasporto e allo stoccaggio si sviluppano servizi integrati, attività manifatturiere e soluzioni orientate alla continuità operativa.

Il commercio si sposta verso nuove direttrici

Le tensioni tra Stati Uniti e Cina restano uno dei principali fattori di trasformazione degli scambi internazionali. La conseguenza non è una riduzione generalizzata dei flussi, ma un loro progressivo riorientamento verso economie considerate meno esposte alle frizioni geopolitiche.

I Paesi del Sud-est asiatico stanno rafforzando il proprio ruolo nelle catene produttive globali, mentre India e Brasile acquisiscono nuove quote di mercato in diversi settori industriali. Per le aziende, la ricerca della massima efficienza viene quindi affiancata dalla necessità di garantire disponibilità di materiali, continuità delle forniture e capacità di reazione agli eventi esterni.

Nearshoring e diversificazione dei fornitori

Tra le risposte adottate dalle imprese rientrano il nearshoring, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e l’aumento delle scorte di sicurezza. Una ricerca BCG indica che il 16% delle aziende ha già avviato iniziative concrete per riorganizzare la propria supply chain, mentre un ulteriore 35% sta valutando le possibili opzioni.

La trasformazione coinvolge direttamente la logistica contrattuale. DSV, dopo l’acquisizione di Schenker, dispone di una rete di circa 150.000 dipendenti in oltre 90 Paesi. Il gruppo punta a integrare alle tradizionali attività di trasporto e magazzino servizi a valore aggiunto destinati a ridurre la complessità dei processi produttivi e logistici dei clienti.

Il Proximity Hub nella Motor Valley

Un esempio di questo approccio è il Proximity Hub inaugurato da DSV a Fiorano Modenese, al servizio delle aziende della Motor Valley. Il polo dispone di 100 mila metri quadrati coperti e ospita anche attività di preassemblaggio e controllo qualità.

Il modello punta ad avvicinare alcuni processi logistici e manifatturieri agli stabilimenti dei clienti, sincronizzando maggiormente forniture e produzione. La concentrazione delle attività in un’unica struttura e la riorganizzazione dei flussi hanno consentito di ridurre del 45,7% i chilometri percorsi quotidianamente e del 33,3% i mezzi in circolazione.

Magazzini condivisi e automazione

L’evoluzione verso servizi integrati riguarda anche il polo DSV di Settala, specializzato nei comparti retail, fashion ed e-commerce. La struttura adotta un modello multi-cliente che permette alle imprese di utilizzare infrastrutture, spazi e tecnologie condivise senza investire in impianti interamente dedicati.

Il magazzino integra il sistema AutoStore, utilizzato per aumentare la densità di stoccaggio e gestire la preparazione degli ordini secondo logiche goods-to-man. Alle attività logistiche si aggiungono lavorazioni come la serigrafia avanzata per il beverage e la personalizzazione just-in-time di prodotti destinati al mercato dell’infanzia.

La progressiva integrazione tra trasporto, magazzino, tecnologia e lavorazioni produttive mostra come gli operatori logistici stiano assumendo un ruolo più ampio nella progettazione delle supply chain. Un’evoluzione sostenuta dalla necessità delle imprese di costruire reti più flessibili, diversificate e vicine ai mercati di riferimento.

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