Il Governo italiano ha deciso di eliminare il contributo nazionale di 2 euro sui piccoli pacchi provenienti dai Paesi extra UE, mentre dal 1° novembre 2026 è entrata in vigore una nuova tassa europea di gestione delle spedizioni legate all’e-commerce. La cancellazione del prelievo italiano è prevista dall’articolo 30 del disegno di legge di Bilancio 2027 e riguarda le spedizioni di valore non superiore a 150 euro.
La misura, introdotta con la precedente manovra finanziaria, era stata più volte rinviata e avrebbe dovuto trovare applicazione dal 1° gennaio 2027. L’abrogazione comporterà, secondo la relazione tecnica alla manovra, minori entrate stimate in 91,3 milioni di euro annui a partire dal 2027.
La decisione risponde a una delle principali richieste avanzate da Confetra, che aveva contestato gli effetti del contributo nazionale sulla competitività degli operatori logistici italiani. La Confederazione aveva segnalato uno spostamento delle operazioni di importazione e sdoganamento verso altri Stati membri, in particolare Belgio, Paesi Bassi e Ungheria, dove non erano previsti analoghi oneri nazionali.
In una comunicazione dell’11 giugno 2026, il presidente Carlo De Ruvo aveva evidenziato una riduzione superiore al 50% delle spedizioni nei primi due mesi dell’anno, richiamando i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Per Confetra, l’eliminazione della tassa italiana rappresenta quindi una misura necessaria per evitare ulteriori penalizzazioni degli scali nazionali e delle attività di movimentazione e sdoganamento delle merci.
La cancellazione della tassa nazionale non elimina tuttavia gli oneri sulle importazioni di piccolo valore. Dal 1° novembre 2026 è infatti operativo un contributo europeo di gestione di 2 euro, destinato a coprire parte dei costi sostenuti dalle autorità doganali per i controlli sulle spedizioni provenienti da Paesi terzi. La misura si aggiunge al dazio forfettario di 3 euro, già applicato dal 1° luglio 2026 alle merci di valore non superiore a 150 euro acquistate attraverso il commercio elettronico.
I due prelievi hanno finalità differenti: il dazio riguarda l’importazione delle merci, mentre il contributo di gestione è destinato alle attività amministrative e di controllo doganale. Entrambi sono calcolati in relazione alle tipologie di articoli contenute nelle spedizioni, secondo le rispettive disposizioni.
Il nuovo quadro normativo interessa direttamente piattaforme di commercio elettronico, importatori, spedizionieri e operatori coinvolti nella gestione dei flussi internazionali. L’applicazione uniforme del contributo europeo supera la differenza di trattamento che si sarebbe determinata con una tassa esclusivamente italiana, ma introduce ulteriori costi per le spedizioni provenienti dai mercati extra UE.
La riforma europea punta anche a rafforzare i controlli sulle merci importate e a ridurre gli squilibri concorrenziali legati alla precedente esenzione doganale per le spedizioni di modico valore. Secondo i dati delle istituzioni europee, nel 2024 sono entrati nell’Unione 4,6 miliardi di piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro, il 91% dei quali proveniente dalla Cina. Per la filiera logistica, il cambiamento riguarda quindi sia la struttura dei costi doganali sia l’organizzazione delle operazioni di importazione e distribuzione delle merci acquistate online.
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