La Turchia punta a investire circa 10 miliardi di dollari nelle infrastrutture ferroviarie per rafforzare i collegamenti merci tra Cina ed Europa. Il programma prevede la realizzazione e il potenziamento di linee ferroviarie strategiche, con l’obiettivo di sviluppare entro il 2030-2031 un corridoio continuo di oltre 2.000 chilometri, capace di movimentare fino a 30 milioni di tonnellate di merci all’anno.
Al centro della strategia di Ankara c’è il Middle Corridor, l’itinerario intermodale che attraversa Asia centrale, Mar Caspio, Caucaso meridionale e Turchia, offrendo un’alternativa ai collegamenti attraverso la Russia. Il piano assume particolare rilevanza in un contesto caratterizzato dalle tensioni geopolitiche che interessano le principali rotte commerciali eurasiatiche.
Tra gli interventi principali figura l’Istanbul North Rail Crossing, un progetto da circa 8,3 miliardi di dollari che prevede la costruzione di una linea ferroviaria elettrificata di 127 chilometri a nord di Istanbul. L’infrastruttura attraverserà il Bosforo utilizzando il ponte Yavuz Sultan Selim, collegando le aree industriali e aeroportuali situate sulle due sponde dello stretto. L’obiettivo è superare le limitazioni dell’attuale collegamento ferroviario attraverso il tunnel Marmaray, utilizzato prevalentemente per il trasporto passeggeri e caratterizzato da una capacità ridotta per i convogli merci.
Secondo le stime del progetto, la nuova linea permetterà di aumentare la capacità ferroviaria merci attraverso il Bosforo dagli attuali 3 milioni a 50 milioni di tonnellate annue. L’intervento beneficia del sostegno di diverse istituzioni finanziarie internazionali, tra cui Banca mondiale e Banca asiatica di sviluppo.
Il programma infrastrutturale interessa anche il collegamento tra Istanbul e il confine con la Bulgaria. Il 9 ottobre 2026 è stata inaugurata la tratta ferroviaria di 153 chilometri tra Çerkezköy e Kapıkule, parte del progetto di ammodernamento della rete ferroviaria turca verso l’Unione Europea. Il completamento dell’intero collegamento di 229 chilometri fino a Istanbul è previsto entro il 2028.
Una volta terminati i lavori, la capacità di trasporto merci della linea dovrebbe aumentare dagli attuali 1,5 milioni a 9,5 milioni di tonnellate all’anno, migliorando le possibilità di movimentazione ferroviaria tra Turchia e mercati europei. L’Unione Europea sostiene lo sviluppo delle connessioni infrastrutturali lungo il Middle Corridor. La commissaria europea per l’Allargamento Marta Kos ha indicato l’obiettivo di mobilitare fino a 12 miliardi di euro per il potenziamento di questo itinerario commerciale.
Gli investimenti ferroviari rientrano nella strategia turca di rafforzamento dei collegamenti commerciali tra Europa, Asia centrale e Cina. Secondo le valutazioni della Banca mondiale, un programma coordinato di investimenti infrastrutturali potrebbe consentire di più che triplicare i volumi di merci movimentate lungo il Middle Corridor e dimezzare i tempi di transito entro il 2040. Restano tuttavia alcune criticità, soprattutto sul piano dell’integrazione tra le reti ferroviarie dei diversi Paesi e delle procedure amministrative e doganali.
Il ministro turco dei Trasporti e delle Infrastrutture, Abdulkadir Uraloğlu, ha individuato proprio negli ostacoli burocratici uno dei principali fattori che limitano l’efficienza del corridoio. Con un migliore coordinamento delle operazioni, secondo il ministro, i tempi di consegna delle merci tra Cina e Londra potrebbero ridursi fino a 14 giorni. Si tratta tuttavia di un obiettivo condizionato non soltanto dal completamento delle infrastrutture, ma anche dalla semplificazione delle procedure lungo l’intero percorso.
Parallelamente al Middle Corridor, Ankara sta promuovendo anche la Development Road, un progetto infrastrutturale da circa 25 miliardi di dollari destinato a collegare il porto iracheno di Grand Faw alla Turchia e all’Europa. Il programma comprende infrastrutture ferroviarie, stradali ed energetiche e punta a sviluppare un ulteriore itinerario commerciale tra il Golfo Persico e i mercati europei. La Turchia sta inoltre valutando il ripristino di collegamenti ferroviari verso Siria, Giordania e Arabia Saudita.
Queste iniziative si inseriscono in una strategia di diversificazione delle rotte di trasporto internazionali, nella quale la rete ferroviaria turca è destinata ad assumere un ruolo crescente per i flussi di merci tra Asia, Europa e Medio Oriente. La realizzazione dei progetti resta però legata alla disponibilità dei finanziamenti, al completamento delle opere e al coordinamento operativo tra i Paesi attraversati.
