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Appalti di facchinaggio, soglia minima a 25,18 euro
In Romagna accordi provinciali contro ribassi, irregolarità e appalti sottocosto


Outsourcing

Appalti di facchinaggio, soglia minima a 25,18 euro

9 Giugno 2026 Appalti di facchinaggio, soglia minima a 25,18 euro

Le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini hanno approvato le nuove tariffe orientative minime 2026 per i lavori di facchinaggio. Gli accordi sono stati siglati nei tavoli provinciali con istituzioni, organismi di controllo, sindacati, associazioni della cooperazione e rappresentanze d’impresa. Il valore fissato per la tariffa minima in economia è di 25,18 euro all’ora e resterà valido per tutto l’anno in corso.

La cifra nasce dall’adeguamento all’indice Istat-Nic al 31 dicembre 2025, pari a +1,2%, e tiene conto dell’andamento reale dei costi aziendali e del lavoro. Per il settore logistico il dato non ha soltanto una funzione contabile: diventa un indicatore per individuare offerte anomale, affidamenti al ribasso e condizioni che possono nascondere irregolarità nei rapporti di lavoro.

Il ruolo degli Osservatori sul facchinaggio

Gli accordi nascono nell’ambito degli Osservatori sul facchinaggio, luoghi di confronto che negli anni hanno assunto una funzione concreta nel presidio del mercato. L’obiettivo condiviso è proteggere un comparto esposto a infiltrazioni, sfruttamento e concorrenza sleale. Legacoop Romagna ha espresso apprezzamento per il risultato raggiunto e, per la Provincia di Ravenna, ha evidenziato il coordinamento promosso dalla presidente Valentina Palli e dall’assessora alle politiche per il lavoro del Comune di Ravenna, Federica Moschini. La tariffa minima orientativa permette ai committenti di leggere con maggiore lucidità le offerte economiche: un prezzo troppo distante dal costo minimo del lavoro e della sicurezza dovrebbe accendere una spia rossa, soprattutto negli appalti ad alta intensità di manodopera.

Legalità, sicurezza e responsabilità dei committenti

Il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi, ha richiamato la presenza di ampie sacche di illegalità e sfruttamento anche nel territorio romagnolo, nonostante l’azione delle istituzioni. Le tariffe minime vengono definite un presidio di legalità a tutela dei lavoratori e dei soggetti più fragili del mercato. Il loro utilizzo può orientare l’attività di vigilanza sugli appalti “sottocosto” e responsabilizzare le imprese committenti nella scelta dei fornitori.

In un magazzino, dietro una tariffa fuori scala, spesso si nascondono turni compressi, formazione ridotta, dispositivi di sicurezza trattati come costo accessorio. Legacoop Romagna associa 352 cooperative nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini: insieme sviluppano 8 miliardi di euro di valore della produzione, occupano oltre 28mila lavoratori e contano più di 320mila soci. Numeri che spiegano perché il tema non riguarda solo il facchinaggio, ma l’equilibrio dell’intera filiera logistica.

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