L’IRU (International Road Transport Union – Unione internazionale dei trasporti su strada) chiede all’Unione europea una disciplina specifica contro i ritardi di pagamento nel trasporto stradale, con un termine massimo di 30 giorni di calendario applicabile senza deroghe sia alle transazioni tra imprese sia ai contratti pubblici. L’obiettivo è ridurre l’incertezza sui flussi di cassa degli operatori, particolarmente rilevante per un settore caratterizzato da elevati costi operativi e da una forte presenza di PMI e microimprese.
Nel documento di posizione pubblicato a ottobre, l’IRU propone una normativa specifica per i contratti commerciali di trasporto su strada, compresi i subappalti, relativi a operazioni che iniziano o terminano nell’Unione europea.
Il termine di pagamento dovrebbe partire da un momento oggettivamente verificabile, come il completamento del servizio oppure la presentazione della fattura elettronica e la conferma della sua ricezione. Eventuali procedure di accettazione o verifica dovrebbero essere comprese nello stesso periodo e non potrebbero quindi essere utilizzate per prorogare il pagamento oltre i 30 giorni. Resterebbe invece possibile concordare scadenze più brevi.
L’IRU propone inoltre che gli interessi di mora scattino automaticamente, senza necessità per il creditore di richiederli espressamente, e che siano previsti organismi nazionali incaricati dei controlli, sistemi di reclamo anche anonimi e strumenti per facilitare la gestione delle controversie transfrontaliere.
La richiesta si inserisce nel più ampio negoziato europeo sulla revisione delle norme contro i ritardi di pagamento. Nel settembre 2023 la Commissione europea aveva proposto un regolamento con un termine massimo di 30 giorni per le transazioni commerciali. Nell’aprile 2024 il Parlamento europeo ha mantenuto il riferimento ai 30 giorni, prevedendo però per le transazioni B2B la possibilità di arrivare a 60 giorni quando espressamente concordato nel contratto.
Il dossier non ha però completato l’iter legislativo: secondo il monitoraggio del Parlamento europeo, la procedura risulta attualmente bloccata in Consiglio, dove le discussioni non hanno finora portato a una posizione condivisa.
Per l’IRU i ritardi di pagamento hanno conseguenze dirette sulla capacità delle imprese di finanziare l’attività corrente e programmare investimenti in veicoli, tecnologie e infrastrutture. Nel documento l’organizzazione richiama dati della Commissione europea secondo cui*il 60% delle imprese dichiara di rinunciare a investimenti in soluzioni innovative a causa dei ritardi nei pagamenti.
La questione assume particolare rilievo nel trasporto stradale, dove, secondo l’IRU, PMI e microimprese rappresentano fino al 90% degli operatori e dispongono spesso di un potere contrattuale limitato. La proposta dei 30 giorni mira quindi a rendere più prevedibili i flussi finanziari lungo la catena del trasporto, comprese le relazioni tra committenti, operatori e subappaltatori.
Ricevi la newsletter gratuita per rimanere aggiornato sulle ultime novità del mondo della logistica
