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Caro gasolio, l’autotrasporto chiede un incontro urgente al Governo
Nel mirino prezzi extrarete, accise, credito d’imposta e Fondo da 590 milioni


Trasporti Nazionali e Internazionali

Caro gasolio, l’autotrasporto chiede un incontro urgente al Governo

8 Ottobre 2026 Caro gasolio, l’autotrasporto chiede un incontro urgente al Governo

Le associazioni di rappresentanza del trasporto e della logistica presenti nel Comitato centrale dell’Albo nazionale dell’autotrasporto hanno chiesto al Governo la convocazione di un incontro urgente sul caro gasolio. Al centro della lettera unitaria ci sono i costi sostenuti dalle imprese, il funzionamento del credito d’imposta e l’attuazione degli interventi concordati nei mesi scorsi.

Il nodo dei prezzi del gasolio extrarete

Uno dei problemi segnalati riguarda la differenza tra i prezzi praticati alla pompa e quelli applicati negli acquisti extrarete, canale utilizzato prevalentemente dall’autotrasporto professionale.

Secondo le associazioni, le riduzioni introdotte da alcune compagnie petrolifere sulla rete distributiva non si sarebbero riflesse in misura analoga sulle forniture extrarete, creando condizioni penalizzanti per le imprese di trasporto. Le rappresentanze chiedono quindi un intervento del Governo nei confronti degli operatori petroliferi per favorire un maggiore allineamento delle condizioni di mercato.

Accise e credito d’imposta tra le richieste

La richiesta di confronto arriva in coincidenza con la fine dell’ultima riduzione fiscale sul gasolio. Dal 6 ottobre lo sconto di 6,1 centesimi al litro sulle accise è scaduto e, nelle prime ore della giornata, non è entrato in vigore il previsto meccanismo delle accise mobili perché il relativo decreto interministeriale non risultava pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Le associazioni chiedono inoltre di adeguare le risorse destinate al credito d’imposta sul gasolio, considerate insufficienti rispetto alle esigenze del settore, e di posticipare il termine del 31 dicembre 2026 previsto per la compensazione del credito tramite modello F24. Il meccanismo di ristoro è stato disciplinato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per attenuare l’impatto dell’aumento dei costi del carburante sulle imprese di autotrasporto.

Consulta, ristori e rinnovo del parco veicolare

Il confronto richiesto dovrebbe servire anche a verificare l’attuazione degli impegni assunti nel dialogo avviato a Palazzo Chigi il 22 maggio 2026.

Tra i dossier richiamati dalle rappresentanze figurano l’istituzione della Consulta dell’autotrasporto e della logistica, l’erogazione dei ristori destinati alla categoria e l’effettiva operatività del Fondo investimenti da 590 milioni di euro per il rinnovo del parco veicolare.

La lettera punta quindi a riaprire il confronto con l’Esecutivo su un insieme di misure che incidono direttamente sui costi operativi e sulla capacità di investimento delle imprese di autotrasporto.

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