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Teleferica smart per i rifugi: SMAUTOCABY automatizza i rifornimenti in quota
Il progetto SMAUTOCABY automatizza i rifornimenti in quota e riduce il presidio operativo


Sistemi di Magazzino

Teleferica smart per i rifugi: SMAUTOCABY automatizza i rifornimenti in quota

12 Ottobre 2026 Teleferica smart per i rifugi: SMAUTOCABY automatizza i rifornimenti in quota

Applicare il principio del magazzino automatico alle teleferiche utilizzate per rifornire i rifugi di montagna. È l’obiettivo di SMAUTOCABY, progetto che punta ad automatizzare la movimentazione delle merci tra valle e quota, riducendo la necessità di avere contemporaneamente un operatore alle due estremità dell’impianto.

Due magazzini collegati dalla teleferica

Il sistema prevede un magazzino automatico a valle e uno a monte, collegati dalla teleferica. Dopo aver predisposto le merci nella stazione inferiore, il gestore può programmare le missioni di trasporto e ricevere i colli a monte senza dover supervisionare ogni singolo viaggio.

La stessa configurazione consente di mantenere le scorte nel magazzino a valle e richiamarle quando necessario. L’obiettivo è quindi trasformare la teleferica da semplice mezzo di trasferimento a componente di un sistema logistico automatizzato, con software dedicato alla gestione dei magazzini e delle chiamate di trasporto.

Secondo quanto illustrato dai promotori, la soluzione è inoltre progettata per essere applicata alle teleferiche esistenti, limitando gli interventi sull’infrastruttura. Il progetto prevede anche l’impiego di più cassetti di trasporto, rispetto ai sistemi che movimentano un singolo carico per volta, con l’obiettivo di aumentare la capacità disponibile.

Dalla prototipazione alle applicazioni in montagna

SMAUTOCABY, acronimo di SMart AUTOmatic CABlewaY, è stato sviluppato nell’ambito dello Spoke 1 – Ecosystems for Mountain Innovations del Consorzio iNEST. Il partenariato comprende BClever, Plumake, STA ed Electric Labs, in collaborazione con ricercatori della Libera Università di Bolzano. La scheda ufficiale del progetto indica una durata di 12 mesi e un costo complessivo di 357.680,70 euro.

La fase di prototipazione in laboratorio è stata completata e i promotori stanno ora cercando strutture interessate a sperimentare il sistema in ambiente montano. Il progetto affronta così un problema operativo specifico dei rifugi: organizzare i rifornimenti in contesti difficilmente accessibili riducendo il personale necessario per presidiare le movimentazioni, in una fase in cui le strutture segnalano difficoltà nel reperimento degli addetti stagionali.

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