Il porto fluviale di Mantova Valdaro guarda a una nuova fase di espansione. Con le aree disponibili per nuovi insediamenti ormai esaurite, la Provincia di Mantova sta lavorando all’ipotesi di una “Valdaro 2”, basata su uno sviluppo logistico distribuito tra i Comuni compresi nella Zona logistica semplificata (Zls).
Lo scalo movimenta attualmente circa 2 milioni di tonnellate di merci all’anno e registra il transito di circa 1.200 treni. Numeri che, insieme alla saturazione degli spazi, costituiscono il contesto nel quale si inserisce l’ipotesi di ampliamento.
La futura espansione dovrebbe mantenere una precisa vocazione logistica e intermodale. Alessandro Gatti, dirigente della Provincia di Mantova, e Gabriele Negrini, responsabile del porto, hanno indicato l’obiettivo di sviluppare una piattaforma dedicata alle attività logistiche, evitando un’espansione legata esclusivamente alla disponibilità immobiliare.
Il ruolo di Valdaro è legato in particolare alla sua trimodalità. Il porto è il terminale dell’idrovia Mantova-Adriatico, dispone del collegamento ferroviario con la linea Mantova-Monselice ed è vicino all’autostrada A22. La Provincia descrive il raccordo ferroviario come un’infrastruttura funzionale allo scambio delle merci tra trasporto fluviale e ferroviario e allo sviluppo dell’intermodalità dello scalo.
Gli investimenti autorizzati dalla Provincia nell’ultimo semestre superano inoltre un milione di euro, con circa tre quarti delle risorse destinati alla logistica e concentrati nell’area portuale e retroportuale.
Lo sviluppo dell’hub si inserisce in un programma infrastrutturale più ampio. Tra gli interventi previsti dalla programmazione provinciale figurano il completamento delle opere di urbanizzazione e dell’anello di banchinamento della darsena, nuovi tratti ferroviari interni al porto, impianti per la movimentazione dei cereali e la riqualificazione del raccordo ferroviario Frassine-Valdaro.
È inoltre già stato approvato in linea tecnica il progetto definitivo per nuove infrastrutture portuali, terminal container e strutture logistiche nel lotto 3, per un importo complessivo di circa 24,55 milioni di euro. Il progetto, collegato al programma europeo Connecting Europe Facility, al momento dell’approvazione risultava privo di copertura economica per la realizzazione delle opere.
La prospettiva di “Valdaro 2” si affianca quindi agli interventi già pianificati sul porto esistente, con l’obiettivo di aumentare la capacità del sistema logistico mantovano e rafforzarne le connessioni tra trasporto fluviale, ferroviario e stradale.
Parallelamente, è prevista la costituzione della società destinata alla gestione dei porti di Mantova e Cremona, che secondo le indicazioni riportate dovrebbe diventare operativa tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
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