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Secca del Reno, trasporto fluviale sotto pressione: opportunità per i porti italiani
Reno ai minimi stagionali: limiti al trasporto fluviale e nuove pressioni sui porti europei


Trasporti Nazionali e Internazionali

Secca del Reno, trasporto fluviale sotto pressione: opportunità per i porti italiani

30 Agosto 2026 Secca del Reno, trasporto fluviale sotto pressione: opportunità per i porti italiani

La secca del Reno continua a condizionare il trasporto fluviale europeo, con livelli idrometrici particolarmente bassi in alcuni dei punti più sensibili per la navigazione commerciale. Alle 10 del 27 agosto 2026, a Kaub, nel Medio Reno, il livello era di 59 centimetri, dopo aver raggiunto i 64 centimetri a mezzanotte.

Kaub rappresenta uno dei riferimenti principali per gli operatori perché il livello del fiume in questo tratto condiziona il carico ammissibile sulle chiatte dirette verso Bingen e Coblenza. Le previsioni indicano inoltre un nuovo calo nei giorni successivi, fino a 56 centimetri il 30 agosto.

La situazione varia lungo il corso del fiume. A Duisburg-Ruhrort il livello è risalito a 195 centimetri, ma resta sotto il Gleichwertiger Wasserstand (GlW) di 227 centimetri, parametro utilizzato dalle autorità di navigazione tedesche come riferimento per la capacità di carico. Anche Coblenza, con 68 centimetri, rimane sotto il GlW locale di 77 centimetri. A Colonia, invece, il livello è tornato a scendere, con 112 centimetri registrati il 27 agosto e 106 previsti per il giorno successivo, rispetto a un GlW di 139 centimetri.

Carichi ridotti e sovrapprezzi per il trasporto fluviale

Le piogge della settimana precedente hanno migliorato solo parzialmente la situazione in alcuni bacini. La Bundesanstalt für Gewässerkunde (BfG), l’ente federale tedesco competente in materia idrologica, non prevede un allentamento significativo della fase di magra prima di metà settembre.

Per il trasporto merci, i bassi livelli del Reno comportano riduzioni del pescaggio e della quantità di merce trasportabile per singola unità fluviale. La prosecuzione della secca può quindi mantenere elevati i sovrapprezzi legati alla scarsità d’acqua e aumentare la necessità di frazionare i carichi, soprattutto per rinfuse e prodotti energetici.

Il recupero registrato in alcuni tratti, come Duisburg-Ruhrort, non riporta comunque la navigazione a condizioni idriche ordinarie.

Federlogistica: possibile spazio per i porti mediterranei

La crisi del Reno riapre anche il confronto sulla distribuzione dei traffici tra i porti del Nord Europa e quelli mediterranei. Il presidente di Federlogistica, Davide Falteri, individua nella situazione attuale una possibile occasione per la portualità italiana, a condizione di intervenire sui principali colli di bottiglia infrastrutturali.

Nella valutazione di Falteri, eventi climatici e fattori geopolitici sono ormai elementi strutturali capaci di modificare assetti logistici consolidati. La competizione tra sistemi portuali europei potrebbe quindi intensificarsi, soprattutto in una fase caratterizzata anche dalla difficoltà di alcune filiere industriali.

Per l’Italia, l’opportunità sarebbe quella di intercettare una parte dei traffici oggi indirizzati verso i porti del Nord Europa. Il principale limite resta però rappresentato dalla capacità dei collegamenti ferroviari e autostradali attraverso l’arco alpino, già sottoposti a condizioni di congestionamento.

Genova e La Spezia come alternativa verso l’Europa centrale

Federlogistica individua in Genova e La Spezia due possibili porte meridionali per i traffici diretti verso la Svizzera e l’Europa centrale. Per rendere competitiva questa alternativa sarebbero però necessari interventi coordinati su più fronti.

Tra le priorità indicate figurano una maggiore capacità ferroviaria, collegamenti affidabili attraverso il Terzo Valico e i valichi alpini, terminal efficienti, procedure doganali più rapide e servizi specializzati per merci chimiche, farmaceutiche, pericolose e a temperatura controllata.

La secca del Reno mette così in evidenza non solo la vulnerabilità del trasporto fluviale alle condizioni climatiche, ma anche il peso crescente dell’affidabilità delle infrastrutture e delle connessioni intermodali nella competizione tra i diversi corridoi logistici europei.

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