La crisi Realco apre un nuovo fronte anche sul piano logistico. Oltre alla questione dei punti vendita, resta infatti da chiarire il futuro delle attività che Realco e Flexilog hanno gestito per il gruppo. Secondo quanto riportato dalla fonte, il settore logistico collegato alla società avrebbe appetibilità sul mercato e avrebbe già raccolto più di una manifestazione di interesse.
Il punto critico riguarda però l’occupazione. La possibile nuova società interessata alle attività logistiche non avrebbe intenzione di riassorbire lo stesso numero di dipendenti. Per questo, nel confronto sindacale si sta aprendo un dossier specifico sulla logistica, definito come un “tavolo nel tavolo”, distinto dal resto della vertenza Realco.
La vicenda ha un peso non solo aziendale, ma anche territoriale. La fonte indica 1.400 lavoratori direttamente occupati in Realco, ai quali si aggiunge l’indotto. Secondo le stime richiamate, l’effetto sull’occupazione indiretta potrebbe essere compreso tra cinque e otto volte il numero dei dipendenti diretti.
Per un territorio come l’Emilia-Romagna, la gestione della crisi presenta quindi ricadute rilevanti. La Regione starebbe attivando gli strumenti di ammortizzazione sociale disponibili, compresi corsi e attività di formazione. Tuttavia, tra i lavoratori resta il nodo del reimpiego, perché la formazione non garantisce automaticamente una nuova collocazione occupazionale.
Sul piano della procedura, il Tribunale di Bologna avrebbe preannunciato una nuova asta, con prezzi rivisti secondo quanto previsto dalla legge. Solo in quella fase sarà possibile verificare quali soggetti saranno effettivamente interessati ai punti vendita, che secondo la fonte sono oltre cento sul territorio.
L’assenza, al momento, di una richiesta di acquisizione da parte di un soggetto unitario rende più concreta l’ipotesi di una vendita per parti separate. In questo scenario, la logistica potrebbe seguire un percorso autonomo rispetto alla rete commerciale, proprio perché considerata un’attività appetibile ma con un perimetro occupazionale potenzialmente diverso.
Per il settore logistico, il caso Realco evidenzia un tema ricorrente nelle crisi della distribuzione: la separazione tra valore operativo delle infrastrutture e tutela della continuità occupazionale. Magazzini, trasporti, gestione delle merci e servizi di supporto possono continuare a interessare il mercato, ma il passaggio a nuovi assetti societari non implica necessariamente il mantenimento integrale degli organici.
La fonte cita anche il possibile interesse di operatori già attivi in acquisizioni nel retail, ma senza indicazioni definitive. In assenza di offerte unitarie e con una nuova asta ancora da svolgere, il futuro della logistica Realco resta quindi legato all’esito della procedura e alla capacità del confronto sindacale di definire condizioni sostenibili per lavoratori e attività operative.
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