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Caldo, in Sicilia stop al lavoro nella logistica dalle 12:30 alle 16
Stop nelle ore più calde: cosa prevede l’ordinanza in Sicilia fino al 31 agosto


Logistica Sostenibile

Caldo, in Sicilia stop al lavoro nella logistica dalle 12:30 alle 16

18 Giugno 2026 Caldo, in Sicilia stop al lavoro nella logistica dalle 12:30 alle 16

In Sicilia il lavoro con esposizione prolungata al sole viene sospeso tra le 12:30 e le 16:00 nei giorni e nelle aree a rischio più elevato. Lo prevede l’ordinanza urgente firmata dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, con validità immediata e fino al 31 agosto 2026. Il provvedimento riguarda i settori più esposti allo stress termico: edilizia, agricoltura, cave, logistica e consegne effettuate dai rider. Il divieto non scatta in modo generalizzato ogni giorno, ma quando la mappa pubblicata sul sito Worklimate, riferita ai lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa, segnala alle ore 12 un livello di rischio “Alto”.

Impatto operativo su logistica, piazzali e consegne

Per il settore logistico, la misura tocca soprattutto le attività svolte all’aperto o in aree esposte: movimentazione nei piazzali, carico e scarico in zone non coperte, gestione di colli e unità di carico in condizioni di calore intenso, consegne urbane in bicicletta o con mezzi a pedalata assistita. L’inserimento dei rider nel provvedimento è un passaggio da leggere con attenzione, perché estende il tema dello stress termico anche alla distribuzione dell’ultimo miglio, dove tempi di consegna, picchi di domanda e lavoro su strada possono rendere più difficile la protezione dal caldo. Per le aziende, la questione non riguarda solo il rispetto formale dell’ordinanza, ma la riorganizzazione di turni, finestre di consegna e attività fisicamente più gravose.

La responsabilità dei datori di lavoro

L’ordinanza richiama il quadro previsto dal Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 in materia di salute e sicurezza sul lavoro. I datori di lavoro devono adottare misure organizzative e operative idonee a ridurre il rischio di stress termico a un livello accettabile, sulla base della valutazione del rischio. In concreto, questo può significare anticipare alcune attività al mattino, spostare lavorazioni nelle fasce meno calde, aumentare le pause in aree ombreggiate o climatizzate, garantire acqua disponibile, verificare la rotazione degli addetti e presidiare con maggiore attenzione le mansioni che richiedono sforzo fisico. La logistica, per sua natura, lavora su tempi stretti; proprio per questo le misure contro il caldo vanno integrate nella pianificazione operativa, non gestite come eccezione dell’ultimo momento.

Le eccezioni previste dal provvedimento

Lo stop non si applica alle pubbliche amministrazioni, ai concessionari di pubblico servizio e ai relativi appaltatori quando siano necessari interventi di pubblica utilità, protezione civile o salvaguardia della pubblica incolumità. Anche in questi casi, però, resta l’obbligo di adottare provvedimenti per ridurre l’esposizione eccessiva alle alte temperature. È un punto rilevante per le attività logistiche collegate a servizi essenziali o a forniture non differibili: la continuità operativa non cancella il rischio, ma impone una gestione più sorvegliata di persone, mezzi e tempi di intervento.

Caldo e supply chain: un tema sempre più operativo

La decisione della Regione Siciliana conferma che il caldo estremo sta entrando nella gestione quotidiana della supply chain. Per magazzini, trasportatori, operatori dell’ultimo miglio e aziende committenti, le ondate di calore incidono su produttività, sicurezza, puntualità delle consegne e organizzazione dei turni. Il dato più concreto è l’orario fissato dall’ordinanza: dalle 12:30 alle 16:00 alcune attività possono fermarsi nelle aree a rischio. Per chi pianifica flussi logistici, questo significa considerare il meteo come una variabile operativa, al pari della disponibilità dei mezzi, del personale e delle finestre di carico.

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