Il gruppo logistico svizzero Kuehne+Nagel (SIX: KNIN) ha archiviato il 2025 con risultati finanziari in flessione, riflesso di un contesto macroeconomico complesso per il settore della logistica globale. Secondo il rapporto annuale pubblicato dalla società, l’utile netto è sceso del 24,8%, passando da 1,23 miliardi di franchi svizzeri nel 2024 a 925 milioni di CHF nel 2025.
Il deterioramento della redditività è stato accompagnato da una contrazione di altri indicatori chiave. L’EBIT è diminuito del 24,9% a 1,24 miliardi di CHF, mentre l’EBITDA ha registrato una flessione del 13,2% attestandosi a 2,15 miliardi di CHF. Anche l’utile ante imposte ha evidenziato un calo significativo, scendendo a 1,23 miliardi di CHF rispetto agli 1,64 miliardi dell’anno precedente. Sul piano dei margini operativi, il margine EBIT si è ridotto al 5,1% del fatturato netto, contro il 6,7% del 2024, mentre il tasso di conversione è sceso al 14,1% dal 19,1%. Parallelamente, il coefficiente patrimoniale è diminuito al 18,5% dal 27,8% registrato un anno prima, segnalando una struttura finanziaria meno robusta rispetto all’esercizio precedente.
Il contesto valutario ha rappresentato uno dei principali fattori di pressione sui risultati del gruppo. Il fatturato netto è sceso dell’1,3% a 24,48 miliardi di CHF, mentre i movimenti dei tassi di cambio hanno eroso i ricavi per 994 milioni di CHF. Il fatturato complessivo ha invece registrato una crescita del 2,8% raggiungendo 28,12 miliardi di CHF, ma anche in questo caso l’effetto negativo delle valute ha ridotto la prima linea per 1,13 miliardi di CHF.
L’azienda ha evidenziato in particolare l’impatto del deprezzamento del dollaro statunitense e delle valute correlate, che hanno registrato una flessione del 5,3% rispetto al franco svizzero. Nel segmento della logistica marittima e aerea l’effetto di conversione negativo è stato quantificato in 171 milioni di CHF sull’utile lordo e 42 milioni di CHF sull’EBIT.
Nonostante queste dinamiche, l’utile lordo è aumentato dell’1,5% raggiungendo 8,8 miliardi di CHF, sostenuto anche dalle acquisizioni effettuate durante l’anno, che hanno contribuito per 356 milioni di CHF.
L’analisi delle divisioni operative mostra una dinamica disomogenea tra i diversi comparti logistici. Il segmento più colpito è stato quello della logistica marittima. L’EBIT della logistica oceanica è sceso del 36,8% a 538 milioni di CHF, con un utile lordo di 2,09 miliardi di CHF.
La logistica aerea ha registrato una contrazione più contenuta. L’EBIT del segmento air logistics è diminuito del 10,3% a 429 milioni di CHF, con 1,74 miliardi di CHF di utile lordo. Anche la logistica terrestre ha evidenziato una riduzione significativa della redditività: l’EBIT della logistica stradale è sceso a 58 milioni di CHF rispetto ai 98 milioni dell’anno precedente.
Il comparto della logistica contrattuale ha mostrato una maggiore resilienza, pur segnando una flessione. L’EBIT della contract logistics è passato da 227 milioni a 217 milioni di CHF, riflettendo margini più contenuti ma una tenuta operativa superiore rispetto ad altri segmenti del gruppo.
Nel corso del 2025 il gruppo ha proseguito la propria strategia di crescita attraverso operazioni mirate di acquisizione.
Tra le principali iniziative figurano:
L’organico del gruppo è cresciuto fino a 85.407 dipendenti, rispetto agli 80.215 dell’anno precedente, includendo 2.319 lavoratori aggiunti tramite acquisizioni. Sul piano finanziario, il flusso di cassa operativo è sceso a 2,17 miliardi di CHF, rispetto ai 2,50 miliardi del 2024. Le spese in conto capitale sono diminuite a 238 milioni di CHF da 300 milioni, con la logistica contrattuale che ha rappresentato la quota principale degli investimenti.
Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti si sono attestate a 750 milioni di CHF, in calo di 402 milioni di CHF rispetto all’anno precedente. Il totale attivo è salito a 11,93 miliardi di CHF da 11,73 miliardi, mentre il capitale circolante è rimasto negativo a 200 milioni di CHF.
Il consiglio di amministrazione proporrà un dividendo di 6 CHF per azione, inferiore agli 8,25 CHF distribuiti per l’esercizio precedente. Il rapporto annuale identifica tra i principali fattori di rischio per il settore instabilità geopolitica, inflazione, volatilità delle tariffe di trasporto e fluttuazioni valutarie, elementi che continuano a condizionare la redditività delle grandi società della supply chain globale.
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