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Logistica europea in bilico tra costi globali e vincoli normativi
Tensioni geopolitiche e rincari: il settore logistico sotto pressione


Trasporti Nazionali e Internazionali

Logistica europea in bilico tra costi globali e vincoli normativi

24 Aprile 2026

Le recenti tensioni internazionali, con epicentro anche nell’area iraniana, stanno esercitando una pressione crescente sull’intero sistema logistico globale. L’analisi condotta da ALIS evidenzia come il settore stia affrontando una fase di instabilità strutturale, in cui i fattori geopolitici incidono direttamente sui costi operativi. L’aumento dei prezzi energetici e dei carburanti rappresenta il primo elemento di criticità, con effetti immediati lungo tutta la supply chain.

Il risultato è un trasferimento progressivo dei costi verso imprese e consumatori finali. In questo contesto, le aziende di trasporto e logistica si trovano a operare in un ambiente caratterizzato da margini sempre più compressi e da una crescente difficoltà nella pianificazione. Il tema non riguarda solo il breve periodo: la volatilità dei mercati energetici e la dipendenza da rotte strategiche rendono strutturale il rischio di ulteriori rialzi. La logistica, per sua natura interconnessa, amplifica questi effetti su scala internazionale, trasformando tensioni localizzate in impatti sistemici.

Rotte strategiche, ETS e sostenibilità economica del settore

Uno dei punti più critici riguarda la navigazione in aree sensibili come lo Stretto di Hormuz, dove le tensioni stanno generando un incremento significativo di:

  • noli marittimi;
  • premi assicurativi;
  • costi operativi.

Questi fattori si riflettono su tutte le modalità di trasporto, contribuendo a una spirale inflattiva che coinvolge l’intera filiera. A questo si aggiunge il peso delle politiche europee, in particolare il sistema ETS. Le stime Rina indicano un impatto economico pari a 5,7 miliardi di euro nel 2025 e oltre 8,2 miliardi nel 2026 per la flotta navale europea, a cui si sommano i costi legati al FuelEU. Il rischio evidenziato dagli operatori è quello di una perdita di sostenibilità economica del comparto, già esposto a incrementi incontrollati dei costi globali.

Le misure adottate dal Governo, tra cui la riduzione delle accise e il credito d’imposta per l’autotrasporto, rappresentano un primo intervento, ma secondo ALIS risultano insufficienti rispetto alla portata della crisi. Da qui la richiesta di rafforzare strumenti come Sea Modal Shift e Ferrobonus, portando le risorse a 150 milioni di euro annui e reinvestendo i proventi ETS nel settore.

Sistema logistico e prospettive: tra rischio paralisi e nuovi equilibri

L’attuale scenario pone una questione di fondo: la capacità del sistema logistico europeo di assorbire shock simultanei. L’ipotesi di una paralisi del settore non è più teorica, ma legata alla combinazione tra tensioni geopolitiche, pressione normativa e aumento dei costi operativi. In questo scenario, la capacità di adattamento diventa il vero fattore competitivo, mentre il dialogo istituzionale rappresenta una leva imprescindibile per garantire continuità operativa e sostenibilità nel medio periodo.

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