Servizi e accessori per il trasporto

Presentato il Quaderno 26 sulla logistica ai tempi dell'e-commerce

21 novembre 2017
In breve
Antonio Malvestio, presidente Freight Leaders Council, ha presentato in anteprima il Quaderno 26, quest’anno interamente dedicato proprio a “La logistica ai tempi dell’e–commerce”. Partendo dai dati che lo vedono in una crescita inarrestabile, +18% tra il 2015 e il 2016, +130% la previsione per il 2020, Malvestio ha posto l’accento sul “dietro le quinte” del fenomeno suggerendo la necessità di una regolamentazione. Una logistica forsennata che brucia, nell’inevitabile inefficenza (e anarchia) urbana, 0,7 punti di PIL pari a 9 miliardi di euro. Lockers, tecnologia, veicoli green e comunicazione le soluzioni individuate nel Quaderno 26 per combattere questa logistica del capriccio. Una logistica, tra l’altro, senza certificazioni che compete rapacemente sul costo del lavoro degli addetti.

Premessa
Un piano nazionale dei lockers e dei punti di ritiro dei pacchi, regole standard per l’accesso ai centri urbani, più piazzole di sosta prenotabili dai corrieri.
Puntare ad incentivare la diffusione di veicoli a basso impatto ambientale e l’uso delle tecnologie, ma soprattutto chiarire all’opinione pubblica che la consegna non è mai gratis, la logistica ha un costo che, se non riconosciuto, crea distorsioni a livello sociale, ambientale ed economico.
Sono le indicazioni emerse dal Quaderno 26 sulla logistica presentato dal Freight Leaders Council durante il convegno “Il trasporto degli alimenti tra logistica e e–commerce” organizzato dall’OITA (Osservatorio Interdisciplinare Trasporto Alimenti) a Roma.
“Siamo di fronte alla cosiddetta logistica del capriccio che deve trovare il modo di ottimizzare la distribuzione fisica dei pacchi riducendo i costi.
La competizione economica, scatenata a livello globale, ha avuto un impatto favorevole sui prezzi on–line spesso anche a causa dell’abbuono dei costi di consegna, gestiti nei modi più creativi” così Antonio Malvestio, Presidente del Freight Leaders Council, introduce il Quaderno 26 sulla logistica ai tempi dell’e–commerce.


L’e–commerce è un fenomeno rivoluzionario per la logistica; mentre le informazioni su offerta e acquisto viaggiano in rete, i prodotti acquistati devono spostarsi fisicamente, coinvolgendo tutti gli operatori della catena logistica dall’organizzazione della spedizione a quella dei magazzini, del trasporto e dei corrieri per la consegna finale.
Tutte operazioni che vanno a impattarsi con la sostenibilità ambientale, economica e sociale.
“Occorre uno sforzo culturale, tecnologico e di regolazione – continua Malvestio – che aiuti a trovare nuovi modelli di business, più sostenibili per l’ambiente, per le imprese e per i lavoratori”.
Il Quaderno offre così qualche spunto verso la sostenibilità, dalla predisposizione di un piano nazionale di punti Click & Collect (lockers, ovvero armadi elettronici o esercizi commerciali, o uffici postali che prendono in consegna i pacchi ecc…), alla regolamentazione degli accessi nei centri urbani, creazione di un maggior numero di piazzole di sosta con stalli prenotabili dai corrieri, incentivi all’utilizzo di veicoli a basso impatto ambientale e uso delle tecnologie.
E, non ultimo, soprattutto chiarire all’opinione pubblica che la consegna non può essere considerata gratuita.


Detto altrimenti, che il processo che si sviluppa lungo la catena logistica ha un costo e che, se non riconosciuto, crea distorsioni a livello sociale, ambientale ed economico.
Una catena che deve essere il più corta possibile e certificata in termini di eccellenza di qualità, legalità.
Le 10 proposte scaturite da questo quaderno, redatto con il supporto di moltissimi esperti del settore, tentano di dare una risposta correttiva, applicabile nel breve e medio periodo.
L’evoluzione del fenomeno nel lungo periodo dipenderà in buona parte dal successo di queste misure.

Ogni portone in Italia è un punto di consegna
L’Italia è il fanalino di coda in Europa nella diffusione dei lockers e punti di ritiro, ovvero gli armadi elettronici o esercizi commerciali che prendono in consegna i pacchi. A fronte di 120 milioni di pacchi e–Commerce (pari a circa 2 per abitante), il nostro Paese dispone di 11.271 punti Click & Collect, di cui 10.706 Collect point e 565 Locker.
A questi si aggiungono 12.
800 uffici postali, un terzo rispetto alla Germania e al Regno Unito e meno della metà rispetto alla Francia.
La spedizione a casa resta in Italia la modalità più utilizzata (circa l’84% delle spedizioni), seguita dal recapito nel luogo di lavoro o a un altro indirizzo (anche nel caso di acquisti per conto di terzi o regali).


Secondo una recentissima indagine di Poste Italiane tra i luoghi proposti per poter accedere ai servizi di spedizione quello che suscita maggior interesse sono i lockers, box⁄chioschi automatici (in generale, citati dal 44% degli intervistati) e i punti di ritiro (31%), che rappresentano le opzioni preferite espresse in modo omogeneo tra il target di speditori e ricettori.
Un’organizzazione che aiuterebbe ad ottimizzare i flussi logistici, impattando positivamente sui costi dei corrieri e sull’impatto ambientale nelle città.

Cresce l’impatto sociale
Lo stress economico legato a consegne sempre più rapide e low cost sta producen
do gravi conseguenze a livello sociale e lavorativo.

Per limitare questo peso non è sufficiente accorciare la catena degli appalti, occorre – secondo il Quaderno 26 del FLC – certificare ogni anno il versamento dei contributi attraverso una maggiore trasparenza e visibilità, accessibile anche al lavoratore, dei dati relativi alla regolarità contributiva delle aziende.
Sarebbe opportuno riaprire il tavolo della legalità e concertare le modalità per il rilascio di un apposito bollino alle aziende che operano nel settore che tenga conto di parametri di qualità, tra cui la sostenibilità dei veicoli, ma anche della regolarità fiscale, amministrativa e contributiva.


I Pums per l’e–commerce

I Piani urbani della mobilità sostenibile devono prendere in considerazione il flusso logistico generato dall’e–commerce.
Sarebbe utile prevedere un coordinamento nazionale con regole standard per le politiche di accesso ai centri urbani e regole ad hoc per consentire acquisti e consegne anche nelle zone bassa domanda.
Sviluppare un sistema di accreditamento centralizzato nazionale ed interoperabile per tutte le Ztl, eventualmente su più classi con diversi requisiti, per i veicoli e per le aziende che svolgono consegne di e–commerce.
Infine, non solo Ztl.
Occorre aumentare la dotazione delle piazzole di sosta in città e piccoli centri, coprendo l’intero territorio, pensate per le consegne nelle abitazione e nei lockers (e non solo nei negozi) con sistema di prenotazione telematica, aperta agli operatori accreditati.

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