Il vincolo della nazionalità degli equipaggi imposto dagli emendamenti risulterebbe difficile da rispettare.




Trasporti Nazionali e Internazionali

Confitarma lancia l’allarme sulla flotta mercantile italiana.

17 Marzo 2016

Due emendamenti che mettono in  pericolo gli armatori italiani e circa 13mila posti di lavoro.
È Confitarma a lanciare l’allarme, spiegando in una nota stampa quanto accadrebbe se gli emendamenti sul vincolo di nazionalità presentati dal Sen. Roberto Cociancich, relatore del ddl AS 2228 (Legge europea 2015) in discussione alla XIV Commissione del Senato, venissero accolti.

Se così accedesse, infatti, gli armatori italiani che svolgono traffici internazionali e traffici misti, per fronteggiare la concorrenza, si troverebbero costretti a iscrivere le proprie navi in altri registri comunitari senza alcun vincolo per la nazionalità degli equipaggi, se non addirittura (e questa è l’ipotesi più probabile) a delocalizzare le proprie aziende.

Resterebbero in Italia le sole aziende che svolgono esclusivamente traffici di cabotaggio e quelle dei servizi in concessione.
Il vincolo della nazionalità degli equipaggi imposto dagli emendamenti risulterebbe difficile da rispettare anche perché non esiste un’offerta italiana adeguata in particolare per gli stati maggiori (ufficiali di coperta e macchina) e quindi l’esodo risulterebbe una necessità per armare le navi e competere sui mercati internazionali.

Si perderebbe quindi tutta l’occupazione marittima italiana – 13mila posti che interessano circa 20mila marittimi italiani – oggi impiegata su tali traffici oltre quella a terra e nell’indotto. 
In pratica, questi emendamenti invece di conseguire una maggiore occupazione, porterebbero a un risultato opposto.





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