Dopo nove anni di sanzioni internazionali, l’Iran torna un possibile investitore per l’Italia.




Trasporti Nazionali e Internazionali

Iran interessato al terminal portuale di Taranto.

1 Febbraio 2016

Taranto container terminal (Tct), messa in liquidazione a giugno scorso dai suoi azionisti, ha lasciato libero il terminal container del porto pugliese che aveva in concessione.

Già dalla prossima settimana l’Autorità portuale di Taranto potrebbe dunque pubblicare, sulla Gazzetta ufficiale italiana e dell’Unione europea, il bando per rimetterlo sul mercato.
L’interesse dell’Iran era già emerso mesi fa, confermato dallo stesso Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Delrio durante la visita di dicembre per l’inaugurazione della piattaforma logistica del porto.

Tra i divieti imposti dalle sanzioni internazionali legate al programma nucleare iraniano, c’era anche quello del trasporto merci: ora, dopo nove anni, si riapre la possibilità da parte degli italiani di investire in Iran e viceversa.
I cargo iraniani non potevano infatti atterrare negli aeroporti europei e allo stesso modo la Islamic republic of Iran shipping line non poteva attraccare nei nostri porti.

Duemilacinquanta metri lineari di banchina, di cui 1.200 interessati dai lavori di ammodernamento, sarebbero, a differenza degli altri scali italiani, un terminal container direttamente libero e quindi appetibile, qualora l’Iran decidesse di investirci.





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