La Commissione europea punta a ridurre il peso del solo prezzo nelle gare pubbliche. Il Public Procurement Act, presentato il 9 settembre 2026, propone di sostituire le tre direttive europee del 2014 su appalti e concessioni con un unico regolamento e di rendere il miglior rapporto qualità-prezzo il criterio ordinario di aggiudicazione.
La novità può avere conseguenze anche per trasporto e logistica, soprattutto nei servizi caratterizzati da una forte incidenza della componente lavoro. Il testo è però ancora una proposta legislativa: dovrà essere esaminato e approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio prima di diventare normativa applicabile.
Secondo la proposta, i criteri qualitativi dovrebbero rappresentare almeno il 30% del punteggio complessivo assegnato nelle procedure di gara. La quota salirebbe al 50% per i contratti ad alta intensità di lavoro, definiti dal testo come quelli nei quali il costo del lavoro rappresenta normalmente almeno la metà del valore complessivo del contratto.
La qualità non riguarda soltanto le caratteristiche tecniche del servizio. Tra gli elementi valutabili rientrano aspetti ambientali e climatici, criteri sociali, innovazione, sicurezza, resilienza e continuità degli approvvigionamenti, oltre all’organizzazione, alle qualifiche e all’esperienza del personale impiegato nell’esecuzione del contratto. Possono essere considerate anche le condizioni di consegna e, quando previsto, il costo lungo il ciclo di vita.
Il nuovo impianto, quindi, non elimina il prezzo dalla valutazione, ma punta a impedire che rappresenti automaticamente l’unico elemento decisivo.
Per i servizi logistici che rientrassero nella definizione di contratto ad alta intensità di lavoro, il nuovo sistema attribuirebbe un peso maggiore agli elementi qualitativi. Nella valutazione potrebbero quindi assumere maggiore rilevanza l’organizzazione del servizio, le competenze del personale, la sicurezza, l’affidabilità operativa e gli altri criteri direttamente collegati all’oggetto dell’appalto.
È un tema particolarmente significativo in un settore nel quale appalti e subappalti hanno un ruolo rilevante nell’organizzazione delle attività e nel quale il ricorso al massimo ribasso è da tempo al centro del confronto tra operatori e committenza. La proposta europea sposta l’attenzione dal solo costo immediato alla capacità dell’offerta di garantire qualità e corretta esecuzione del servizio.
Il vincolo del 30% o del 50% non sarebbe comunque assoluto. Il testo consente alle amministrazioni di derogare alle percentuali minime quando la qualità possa essere adeguatamente garantita attraverso specifiche tecniche, condizioni di esecuzione del contratto o una combinazione di questi strumenti con altri criteri qualitativi. La scelta dovrà essere motivata nella documentazione della gara.
La direzione proposta da Bruxelles è quindi quella di superare il prezzo più basso come parametro dominante, senza trasformare però la riforma in un divieto generalizzato del massimo ribasso. L’effettivo impatto sui servizi di trasporto e logistica dipenderà ora dal testo che emergerà dall’iter legislativo europeo.
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