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Asti, hub logistico Ferrero: polo del freddo da 45mila mq
Nuovi poli logistici ad Asti: Ferrero, Gabetti e Amazon accelerano


Outsourcing

Asti, hub logistico Ferrero: polo del freddo da 45mila mq

15 Aprile 2026

La logistica torna al centro dello sviluppo territoriale astigiano con una serie di investimenti che coinvolgono operatori di primo piano. Tra questi, il progetto più avanzato riguarda Ferrero, che entro il 2027 prevede la realizzazione di un polo del freddo su un’area di 45mila metri quadrati a San Marzanotto. L’intervento si inserisce in un contesto più ampio che comprende tre aree strategiche: la storica Area Pip di Quarto, via Maggiora e la stessa San Marzanotto.

La posizione geografica tra Torino, Alessandria e il sistema logistico del Nord-Ovest rappresenta un fattore determinante, rafforzato dalla prospettiva – ancora in attesa di definizione – di ingresso nel retroporto ligure. La Segnalazione certificata di inizio attività è stata presentata a metà marzo e i lavori risultano già avviati, segnando un passaggio concreto da pianificazione a operatività.

Il progetto Ferrero e la nuova domanda di logistica del freddo

Il sito di San Marzanotto sorgerà in un’area rimasta inutilizzata per 27 anni, oggi riattivata grazie a specifici permessi urbanistici. La localizzazione, tra l’ex Fornace e l’eliporto, conferma una scelta orientata all’ottimizzazione dei flussi. Il polo sarà dedicato alla gestione di prodotti che richiedono controllo termico, elemento sempre più rilevante nella supply chain alimentare. Ferrero dispone già di un centro di stoccaggio a Govone, al confine con l’Astigiano, e questo nuovo investimento consolida una strategia logistica distribuita.

La creazione di infrastrutture a temperatura controllata indica un’evoluzione verso supply chain più complesse e specializzate, dove la gestione del freddo diventa un asset competitivo. Il progetto, pur non ancora formalmente confermato dalle istituzioni locali, evidenzia una chiara direzione industriale.

Investimenti immobiliari e ruolo del territorio

Accanto all’iniziativa Ferrero, si muove anche il comparto immobiliare. Gabetti ha avviato la commercializzazione di 100mila metri quadrati in via Maggiora, destinati a infrastrutture logistiche e data center, con il coinvolgimento di oltre 150 operatori. Un elemento distintivo è la disponibilità di aree già urbanisticamente pronte, che riduce i tempi autorizzativi e aumenta l’attrattività per gli investitori.

Parallelamente, per l’Area Pip di Quarto d’Asti (altri 100mila metri quadrati), il Comune ha siglato un accordo con Valtidone Logistic Development, società collegata al gruppo Fmh, attiva nello sviluppo delle nuove installazioni Amazon. La combinazione tra disponibilità di superfici, accessibilità infrastrutturale e domanda crescente sta riattivando il mercato locale, creando un contesto favorevole a nuovi insediamenti.

Il nodo strategico del retroporto e della ZLS

Nonostante il dinamismo degli investimenti, resta aperto un passaggio chiave: l’inserimento di Asti nel sistema del retroporto di Genova e il riconoscimento come Zona a logistica semplificata (ZLS). Questo elemento, attualmente in attesa di definizione a livello centrale, rappresenta il vero acceleratore per lo sviluppo del territorio. L’assenza di questo tassello limita la piena integrazione nei flussi logistici internazionali, riducendo il potenziale degli investimenti in corso.

Secondo gli operatori locali, il rafforzamento della logistica astigiana passa anche dalla capacità dell’imprenditoria di sostenere il cambiamento e cogliere le opportunità offerte dal contesto. In questo scenario, i nuovi poli logistici non sono solo infrastrutture, ma leve di posizionamento competitivo su scala nazionale ed europea.

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