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Ex-Works sotto pressione: perché gli esportatori italiani rischiano di perdere controllo sulla filiera
Dal confronto tra shipper e operatori emergono nodi strutturali, dazi e opportunità di riorganizzazione


Trasporti Nazionali e Internazionali

Ex-Works sotto pressione: perché gli esportatori italiani rischiano di perdere controllo sulla filiera

28 Novembre 2025 criticità cointainer

Il Business Meeting CONTAINER ITALY 2025 ha evidenziato un contesto logistico complesso, dove scelte commerciali, vincoli infrastrutturali e condizioni geopolitiche influenzano in modo diretto le strategie di export e import delle aziende italiane. Il confronto tra domanda e offerta ha mostrato come la resa Ex-Works, pur essendo ancora ampiamente utilizzata, stia diventando un elemento critico per molti esportatori, che si trovano spesso senza controllo su trasporto, tempistiche e attività documentale. Le incertezze legate a dazi, sicurezza dei carichi, transit time e reperibilità dei container vuoti contribuiscono a un quadro operativo estremamente variabile, in cui il ruolo degli spedizionieri acquista un peso crescente come supporto consulenziale e operativo.

Dazi, geopolitica e riorganizzazione delle catene globali

Il caso di Pirelli, presentato durante l’incontro, ha mostrato come le aziende stiano ripensando il posizionamento produttivo per mitigare rischi e costi. Il potenziamento degli stabilimenti messicani consente al gruppo di servire il Nord America (20% del fatturato) privilegiando il trasporto terrestre, pur accettando un incremento nei costi legati alla sicurezza dei carichi. Gli eventi geopolitici, come la chiusura del Mar Rosso e la necessità di circumnavigare l’Africa, hanno imposto transit time più lunghi. Per proteggere materie prime sensibili, come la gomma agricola, Pirelli ha adottato container refrigerati invece dei tradizionali, contenendo rischi e perdite.

Anche Zuegg ha rilevato come il contesto globale influenzi le scelte logistiche e produttive. L’azienda, che spedisce all’estero per il 98% in modalità Ex-Works, si trova vincolata alle richieste della GDO e ai lead time imposti dal mercato, elementi che rallentano la transizione verso soluzioni intermodali o ferroviarie. Una criticità emergente riguarda l’arrivo dell’ETS nel 2026, destinato ad aumentare in modo significativo i costi delle spedizioni verso Sardegna e Sicilia. Inoltre, policies doganali più restrittive hanno portato a valutare possibili investimenti diretti negli Stati Uniti tramite operazioni di M&A.

Infrastrutture, intermodalità e costo dei noli

Riso Scotti ha confermato che la spinta verso il ferroviario è frenata dai lavori sulla rete, che penalizzano l’affidabilità e riportano una quota crescente di traffico su gomma. I recenti aumenti dei noli marittimi, uniti all’allungamento dei transit time dall’Asia, hanno reso necessario incrementare le scorte, con impatti su capitale circolante e costi finanziari. È stata inoltre ribadita l’importanza dello spedizioniere come partner consulenziale nella gestione delle continue evoluzioni normative e doganali.

Secondo P&C System, la diffusione della resa Ex-Works è spesso collegata a una scarsa conoscenza degli Incoterms, che porta molti venditori a preferire opzioni percepite come “più semplici”, ma che nella pratica riducono il controllo sull’intera filiera di movimentazione. Un approccio maggiormente formativo potrebbe ridurre errori, inefficienze e rischi operativi.

Un mercato in tensione tra nuovi costi e ricerca di efficienza

Lami, attivo nel settore delle pelli, ha descritto uno scenario in cui la resa CIF è dominante per esigenze strutturali del comparto. L’impatto della crisi di Suez ha amplificato i costi dei noli e complicato la disponibilità di container vuoti, criticità che si riflettono su fatturazione e tempi di incasso, soprattutto per chi movimenta volumi significativi verso l’Asia. Analogamente, Brembo — che spedisce l’80% in Ex-Works — ha confermato che gli alti costi dei noli post-pandemia hanno favorito politiche di nearshoring, rendendo nuovamente competitive forniture precedentemente meno convenienti.

Le testimonianze raccolte mostrano un settore chiamato a gestire volatilità dei costi, frammentazione normativa, transizione energetica e pressioni commerciali legate ai tempi di consegna. L’esigenza comune è una maggiore integrazione tra attori della filiera, una più ampia conoscenza degli Incoterms e un rafforzamento dell’intermodalità, oggi ancora frenata da limiti infrastrutturali e operativi.

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