Dal dirottamento per carichi di droga ad operazione di criptaggio dei dati, lo scalo olandese sta potenziando le misure di protezione




Servizi e accessori per il trasporto

Rotterdam potenzia la cyber security

7 Dicembre 2016

Con l’aumento dell’automazione nei porti commerciali per spostare i carichi delle navi, lievita anche la paura che questi possano essere oggetto di cyber attacchi.

La cyber sicurezza del settore marittimo è uno degli ultimi focus del Porto di Rotterdam, tra i più informatizzati e tra i più attaccati dai cyber-pirati.
Tanto da spingere l’Autorità Portuale ad avviare un programma di potenziamento della cyber-sicurezza, nominando il responsabile della sicurezza fisica, René de Vries, anche Port Cyber Resilience Officer, che opera in collaborazione con le Autorità di Polizia e con gli operatori portuali.

Un primo consistente attacco, tra 2011 e il 2013 ha permesso che un’organizzazione criminale prendesse di mira i localizzatori di alcuni container scaricati ad Anversa, riuscendo a togliere la cocaina che si trovava dentro questi cassoni prima che venissero presi in consegna dal ricevente legittimo.

L’Organizzazione marittima internazionale (l’Onu dei mari) è ancora alle prese con la bozza di legge, cui per ora supplisce un codice di auto-regolamentazione delle principali organizzazioni internazionali di settore.
Un’indagine dell’Università di Coventry sottolinea che il 67% dei responsabili della sicurezza delle compagnie di navigazione ritiene che la cyber-sicurezza non sia una minaccia seria per le aziende e comunque l’89% pensa che non sia questione di loro competenza.





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