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FIEGE: cosa significa essere family-owned nella logistica
Investimenti, crescita organica e gestione diretta: il modello FIEGE raccontato da Birolini


Outsourcing

FIEGE: cosa significa essere family-owned nella logistica

24 Settembre 2026

Alberto Maria Birolini, Managing Director di FIEGE Italy & TurkeyFondata nel 1873, FIEGE è un’impresa familiare che ha costruito il proprio sviluppo prevalentemente attraverso la crescita organica. Un modello che il gruppo considera un elemento distintivo in un mercato dei servizi logistici sempre più concentrato. Ma cosa significa essere family-owned nella gestione quotidiana di un operatore logistico? Ne abbiamo parlato con Alberto Maria Birolini, Managing Director di FIEGE Italy & Turkey, approfondendo le ricadute sugli investimenti, sui rapporti con i clienti e sulla gestione del personale.

In che modo la proprietà familiare influenza le vostre scelte di investimento?

Non è soltanto una questione di proprietà, ma di cultura e governance. Significa prendere decisioni pensando al lungo termine. Possiamo valutare investimenti con orizzonti di rientro fino a dieci anni, mentre fondi e gruppi quotati hanno spesso tempi più brevi. Questo cambia anche il rapporto con i clienti: ci sentiamo parte del loro progetto e del loro business, più partner che fornitori.

In un mercato 3PL sempre più concentrato, come si inserisce il vostro modello di crescita?

La crescita attraverso acquisizioni finanziate dal debito è una strada diffusa e anche di successo, ma può comportare integrazioni complesse e discontinuità per i clienti, tra cambi di interlocutori, sistemi e priorità. FIEGE è cresciuta in Europa per via organica, senza ricorrere a capitale esterno, arrivando a 2,5 miliardi di fatturato. Cresciamo a un ritmo che possiamo sostenere finanziariamente, ma soprattutto dal punto di vista organizzativo e operativo, mantenendo la qualità del servizio al centro.

Quali benefici può avere questo modello per i clienti?

Sicuramente la continuità. Ricopro questo ruolo da oltre dieci anni e anche diversi colleghi hanno un’anzianità simile. Questo permette ai clienti di mantenere gli stessi interlocutori nel tempo, sviluppando progetti e relazioni senza dover ripartire ogni volta da zero.

Come si traduce questa visione nella gestione del personale operativo?

Abbiamo scelto il direct management, privilegiando la gestione diretta della manodopera rispetto alle catene di subappalto. È una scelta legata anche alla trasparenza della filiera e al controllo dei rischi. Significa avere un rapporto diretto con le persone che operano nei nostri siti, investire nelle loro competenze e garantire standard di controllo e trasparenza. È un approccio che adottiamo in Europa e che in Italia portiamo avanti già da diversi anni.

Come vede evolvere il settore logistico nei prossimi cinque anni?

Crediamo che la finanziarizzazione del settore continuerà, anche per i crescenti investimenti necessari nell’intelligenza artificiale e nell’automazione. Proprio per questo riteniamo che la stabilità acquisterà ancora più valore per i grandi clienti, soprattutto in settori come fashion, lifestyle e retail, dove siamo presenti in Italia. La nostra scommessa è che l’affidabilità nel tempo rimanga un elemento di differenziazione, al pari del prezzo e della tecnologia.

 Articolo realizzato in partnership con FIEGE





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