La Procura di Torino ha concluso le indagini preliminari sulla presunta frode fiscale che coinvolge i gruppi Postalcoop e Cargobroker, attivi nel settore della logistica e dei servizi. L’inchiesta, denominata Epicentro e condotta dalla Guardia di Finanza, riguarda un sistema di irregolarità fiscali e contrattuali per un valore stimato di circa 100 milioni di euro. Gli avvisi di conclusione delle indagini sono stati notificati a 21 persone, rispetto alle 38 inizialmente coinvolte. Le contestazioni comprendono, a vario titolo, false fatturazioni, evasione fiscale e somministrazione irregolare di manodopera.
Al centro dell’inchiesta si trova un presunto sistema di società e cooperative utilizzate per fornire personale a costi ridotti attraverso contratti di appalto che, secondo gli investigatori, avrebbero mascherato vere e proprie attività di somministrazione di manodopera.
Il meccanismo avrebbe interessato circa 2.000 lavoratori, trasferiti nel corso degli anni da una società all’altra senza modifiche sostanziali alle mansioni e all’organizzazione del lavoro. Secondo l’ipotesi accusatoria, alcune società avrebbero accumulato debiti fiscali e contributivi, per poi essere sostituite da nuove realtà societarie. Questo sistema avrebbe consentito di contenere artificialmente il costo del lavoro e proporre tariffe particolarmente competitive ai committenti.
Le verifiche della Guardia di Finanza hanno riguardato anche la gestione fiscale delle società coinvolte. Per il solo gruppo Postalcoop, gli investigatori contestano quasi 64 milioni di euro di costi ritenuti fittizi, indicati nelle dichiarazioni IVA tra il 2018 e il 2024, e oltre 14 milioni di euro di imposta che sarebbe stata indebitamente detratta. Nell’ambito dell’inchiesta era già stato disposto un sequestro preventivo da 26,5 milioni di euro, relativo alle presunte irregolarità ricostruite dagli inquirenti.
Le indagini hanno esaminato i rapporti commerciali dei gruppi coinvolti con importanti operatori della distribuzione e delle consegne, tra cui Amazon, GLS e SDA. Per Cargobroker, in particolare, gli investigatori ipotizzano l’emissione di fatture relative a operazioni giuridicamente inesistenti, nell’ambito dei servizi forniti ai committenti. La vicenda riguarda quindi anche il funzionamento delle catene di appalto e subappalto nella logistica, con particolare riferimento alla gestione del personale, ai costi dei servizi e agli obblighi fiscali e contributivi degli operatori.
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