La digitalizzazione dei trasporti e della supply chain sta ampliando anche le possibilità di azione delle organizzazioni criminali. Nel 2026 le frodi basate sull’identità digitale, sulla manipolazione dei documenti e sull’intelligenza artificiale rappresentano un rischio crescente per vettori, spedizionieri, retailer e operatori logistici.
Il Global Financial Fraud Threat Assessment 2026 di INTERPOL quantifica in oltre 442 miliardi di dollari le perdite dirette da frode a livello mondiale, indicando per l’Europa un incremento annuo del 69%.
L’AI generativa viene impiegata per rendere più credibili le identità false, personalizzare le truffe e automatizzare campagne di phishing e social engineering. Il Future of Fraud Forecast 2026* di Experian indica inoltre che quasi il 60% delle aziende ha registrato un aumento dei danni economici tra il 2024 e il 2025.
Uno dei fenomeni più rilevanti riguarda il cosiddetto dirottamento virtuale. In questi casi non viene sottratto fisicamente il veicolo: i criminali acquisiscono o falsificano l’identità digitale di un trasportatore legittimo e la utilizzano per ottenere l’affidamento di spedizioni.
Negli Stati Uniti, un rapporto pubblicato nel febbraio 2026 da IDScan e National Motor Freight Traffic Association rileva un aumento del 30% delle frodi legate all’usurpazione dell’identità dei vettori rispetto al 2025. Tra le modalità utilizzate rientra il furto delle credenziali FMCSA, impiegate per presentarsi come operatori autorizzati e prendere in consegna merci di valore.
Anche in Europa IUMI e TAPA EMEA hanno richiamato l’attenzione sul fenomeno dei falsi vettori, favorito dalla maggiore facilità con cui gli strumenti di AI possono produrre documenti e identità digitali apparentemente credibili.
La manipolazione tramite AI riguarda anche lettere di vettura, polizze di carico, certificati assicurativi, documenti doganali e identificativi degli autisti. Il Q3 Deepfake Report 2025 di Resemble AI ha censito 2.031 incidenti classificati come deepfake in un trimestre, 385 dei quali associati a perdite finanziarie dirette.
Un ulteriore vettore di rischio è rappresentato dalla clonazione vocale, utilizzabile per impersonare dirigenti o responsabili operativi e impartire richieste urgenti, per esempio relative allo svincolo di una spedizione. La vulnerabilità non riguarda quindi soltanto i sistemi informatici, ma anche i processi organizzativi nei quali un ordine apparentemente proveniente da una figura autorizzata può aggirare i normali controlli.
Sul fronte fiscale e doganale, i fenomeni fraudolenti si intrecciano con le catene di fornitura e con i sistemi di subappalto. La relazione 2026 della European Public Prosecutor’s Office stima oltre 67 miliardi di euro di danni collegati a frodi e attività criminali nell’Unione europea. Le frodi fiscali, comprese quelle relative a IVA e dogane, rappresentano il 27% dei reati oggetto di indagine EPPO.
In Italia risultano 331 indagini attive relative al PNRR e 147 riguardanti programmi agricoli. Nel marzo 2026 sono inoltre emersi procedimenti che hanno interessato operatori logistici, tra cui CEVA Logistics e GXO, nell’ambito di contestazioni relative a dichiarazioni fraudolente e sistemi irregolari di subappalto, con sequestri complessivi superiori a 84 milioni di euro.
La frammentazione del trasporto su gomma e il ricorso a più livelli di sub-vettori possono aumentare la complessità dei controlli sull’identità degli operatori coinvolti nella catena distributiva.
Un altro ambito riguarda le frodi sui rimborsi senza restituzione della merce, particolarmente rilevanti per l’e-commerce e per la reverse logistics.
Future Market Insights valuta questo mercato in 380 milioni di dollari nel 2025 e prevede una crescita a 430 milioni di dollari nel 2026, fino a 1,7 miliardi entro il 2036. Le modalità possono comprendere richieste automatizzate di rimborso e tecniche di mascheramento dell’identità, con conseguenze dirette sui costi di retailer e operatori logistici.
Le stesse tecnologie impiegate per rendere più sofisticati gli attacchi vengono utilizzate anche nei sistemi di prevenzione. Le applicazioni indicate per il settore logistico comprendono analisi comportamentale in tempo reale, digital twin della supply chain, graph mapping delle relazioni tra aziende e spedizioni, controlli predittivi e verifica automatizzata della documentazione.
Gli algoritmi possono confrontare comportamenti, tempi di consegna, pesi, costi di transazione e rapporti tra fornitori alla ricerca di anomalie. Altri sistemi vengono utilizzati per identificare firme contraffatte, alterazioni dei documenti e incongruenze nei database prima dell’autorizzazione allo svincolo dei carichi.
Rientrano tra gli strumenti disponibili anche le tecniche di Natural Language Processing applicate alle comunicazioni operative e ai feedback, con l’obiettivo di individuare segnali anomali che potrebbero richiedere ulteriori verifiche.
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