È morto a 89 anni Klaus-Michael Kühne, imprenditore tedesco che per oltre mezzo secolo ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo di Kühne+Nagel e, più in generale, nell’evoluzione della logistica internazionale.
Kühne è deceduto nella notte tra il 23 e il 24 agosto 2026 a Schindellegi, in Svizzera. Lascia la moglie Christine Kühne.
Kühne entrò nell’azienda di famiglia nel 1958 e già nel 1966 assunse la presidenza del Management Board di Kühne+Nagel Speditions-Aktiengesellschaft. Dal 1975 ricoprì il ruolo di CEO di Kühne+Nagel International AG, mentre dal 1992 al 2011 fu presidente del Consiglio di amministrazione. Dal 2011 era presidente onorario.
La sua carriera si è sviluppata parallelamente alla crescita del commercio internazionale e alla trasformazione delle catene di approvvigionamento. Sotto la sua guida Kühne+Nagel è diventato uno dei principali operatori logistici globali, con circa 88.000 dipendenti, oltre 1.300 sedi in quasi 100 Paesi e posizioni di primo piano nella logistica aerea e marittima. Il gruppo è attivo anche nel trasporto stradale e nella contract logistics e serve circa 400.000 clienti nel mondo.
Il peso di Kühne nel settore non si limitava all’azienda di famiglia. Attraverso Kühne Holding aveva costruito negli anni un portafoglio di partecipazioni che comprendeva realtà strategiche del trasporto e dell’industria europea.
Tra queste figuravano Kühne+Nagel, Hapag-Lloyd, Lufthansa e Brenntag, oltre ad altre partecipazioni. Il suo patrimonio personale era stimato da Forbes in oltre 44 miliardi di dollari.
La presenza contemporanea nel forwarding internazionale, nel trasporto marittimo containerizzato e nel trasporto aereo rendeva Kühne una figura particolarmente rilevante negli equilibri della logistica europea.
Kühne non aveva figli e negli anni aveva legato una parte importante delle proprie attività filantropiche alla Kühne Foundation, istituita nel 1976.
La fondazione è attiva anche nella ricerca e nella formazione applicate alla logistica e sostiene la Kühne Logistics University di Amburgo.
La scomparsa dell’imprenditore apre ora il tema del futuro assetto delle partecipazioni riconducibili a Kühne e del ruolo che la fondazione potrà assumere nella gestione del patrimonio e degli investimenti. Il comunicato ufficiale di Kühne+Nagel non fornisce però indicazioni sulla successione patrimoniale.
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