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Logistica, scoperti 1.800 lavoratori irregolari e fatture false per 35 milioni
Somministrazione illecita di manodopera nella logistica


Outsourcing

Logistica, scoperti 1.800 lavoratori irregolari e fatture false per 35 milioni

16 Luglio 2026 Logistica, scoperti 1.800 lavoratori irregolari e fatture false per 35 milioni

La Guardia di Finanza di Roma ha individuato un articolato sistema di somministrazione illecita di manodopera nel settore logistico, basato sull’impiego di società prive di una reale autonomia organizzativa ed economica.

L’indagine, condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Pomezia e coordinata dalla Procura della Repubblica di Velletri, ha riguardato il periodo compreso tra il 2020 e il 2022. Gli accertamenti hanno portato all’individuazione di oltre 1.800 lavoratori impiegati in condizioni di irregolarità, con criticità relative alla qualificazione dei rapporti di lavoro e al rispetto degli obblighi contributivi, previdenziali e assistenziali.

Al termine dell’attività sono state segnalate alla Procura 23 persone e 11 società, coinvolte a vario titolo nelle ipotesi di emissione e annotazione di fatture per operazioni inesistenti, indebita compensazione di crediti d’imposta e somministrazione fraudolenta di manodopera.

Il ruolo delle società “serbatoio”

Il sistema era organizzato attraverso 11 società cosiddette “serbatoio”, formalmente intestatarie dei rapporti di lavoro ma prive di una propria struttura operativa autonoma.

I lavoratori risultavano dipendenti di queste imprese, mentre la gestione effettiva delle attività, dell’organizzazione del lavoro e delle prestazioni era riconducibile alla società consortile capofila. Si era quindi determinata una separazione tra il datore di lavoro formale e il soggetto che esercitava concretamente il potere organizzativo.

I rapporti tra la capofila e le società consorziate erano disciplinati da contratti di appalto ritenuti privi dei requisiti sostanziali. Questo assetto avrebbe consentito di trasferire formalmente il costo del personale alle società aderenti, riducendo il carico fiscale e contributivo della struttura principale.

Fatture false per oltre 35 milioni di euro

Gli accertamenti hanno ricostruito un sistema di fatturazione relativo a operazioni inesistenti per un valore complessivo superiore a 35 milioni di euro.

L’evasione dell’Iva è stata stimata in oltre 10 milioni di euro, mentre sono emerse anche ipotesi di omesso versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con possibili ripercussioni sulle posizioni assicurative e contributive dei lavoratori coinvolti.

Nel corso dell’indagine è stata inoltre rilevata l’indebita compensazione di crediti d’imposta inesistenti per più di 1,7 milioni di euro.

Contributi rideterminati dall’Inps

Gli esiti degli accertamenti sono stati trasmessi all’Inps, che ha analizzato i flussi Uniemens delle società consorziate. Il sistema Uniemens viene utilizzato dai datori di lavoro per comunicare mensilmente all’istituto previdenziale i dati retributivi e contributivi dei dipendenti.

L’analisi ha portato alla rideterminazione dei contributi previdenziali non versati e all’applicazione di sanzioni superiori a 7 milioni di euro.

Per gli importi contestati è stata rilevata anche la responsabilità solidale dei committenti operanti nella Grande Distribuzione Organizzata, tra cui supermercati, ipermercati e discount che avevano affidato attività logistiche alle società coinvolte.

L’inchiesta richiama l’attenzione sulla gestione degli appalti e dei subappalti logistici, in particolare sulla necessità di verificare l’effettiva autonomia organizzativa degli appaltatori, la regolarità contributiva e la corretta gestione del personale impiegato lungo la filiera.

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