I corrieri aerei internazionali hanno movimentato nel 2024 24,4 miliardi di euro di esportazioni italiane via aerea, pari al 27,8% di tutto l’export nazionale trasportato nei cieli. Il dato emerge dallo studio realizzato dal centro di ricerca Green dell’Università Bocconi sulle attività di DHL Express Italy, FedEx e UPS in Italia, riunite in Aicai, l’Associazione italiana dei corrieri aerei internazionali. Il lavoro misura il ruolo dei network espressi nel collegamento tra imprese italiane e mercati esteri, in una fase in cui l’export extra-UE è cresciuto di peso: nel 2024 rappresenta il 48% dell’export totale italiano, contro il 41% del 2019.
Secondo lo studio, i soci Aicai gestiscono attività doganali e logistiche in modalità door-to-door per oltre 120mila aziende italiane. Il loro ruolo è particolarmente rilevante per le PMI, che costituiscono più del 90% delle imprese servite. La merce movimentata riguarda soprattutto comparti ad alto valore aggiunto: meccanica di precisione, tessile e moda, alimentare di qualità, farmaceutico e medicale. Per queste filiere il trasporto espresso aereo non è solo una soluzione di consegna rapida. È uno strumento per accedere a mercati lontani, gestire tempi stretti, presidiare clienti internazionali e ridurre la complessità doganale che molte piccole e medie imprese non potrebbero affrontare con la stessa struttura interna.
La ricerca Bocconi attribuisce alle attività dei corrieri aerei internazionali un impatto di 10,1 miliardi di euro sulla produzione nazionale e il supporto a 44mila posti di lavoro. Lo studio indica inoltre un effetto moltiplicatore “per 2” su ogni euro di valore aggiunto generato. Nel periodo 2019-2024, il fatturato complessivo dei soci Aicai è cresciuto del 22,4%, mentre l’occupazione diretta è aumentata del 55,4%, superando gli 11.800 addetti diretti. La crescita viene collegata anche a scelte di internalizzazione delle attività negli hub cargo, un aspetto non secondario in un settore dove velocità, controllo operativo e affidabilità dipendono dalla qualità dell’organizzazione interna.
Gli investimenti infrastrutturali e tecnologici sono uno dei punti centrali del quadro descritto dallo studio. Tra i progetti citati figurano il DHL Express Malpensa Hub, quarto snodo europeo del gruppo e certificato per l’efficienza energetica; il Novara International Hub di FedEx, indicato come flagship europeo per sistemi di smistamento automatizzati e diversità di genere nella forza lavoro; e l’hub aereo UPS all’aeroporto di Milano-Bergamo Orio al Serio, raddoppiato nella capacità e alimentato al 100% da energia elettrica rinnovabile. Sono interventi che mostrano come la competitività dell’export passi anche da nodi fisici, automazione, energia e capacità di trattamento delle spedizioni.
Il presidente di Aicai, Alessandro Lega, lega il ruolo dei corrieri aerei alla flessibilità dei network globali in un contesto internazionale segnato da incertezze e trasformazioni geopolitiche. Il punto, per la logistica italiana, è concreto: più cresce il peso dei mercati extra-UE, più diventa decisiva la capacità di gestire dogane, tempi certi, tracciabilità e consegne internazionali senza appesantire le imprese esportatrici. I corrieri aerei espressi non sostituiscono le altre modalità di trasporto, ma coprono una funzione specifica nelle catene del valore ad alta intensità, dove velocità e affidabilità possono incidere direttamente sulla capacità commerciale del made in Italy.
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