Un incendio scoppiato a Corsico, nell’area metropolitana di Milano, ha richiesto un intervento articolato dei vigili del fuoco e del nucleo Nbcr, specializzato nella gestione di rischi nucleari, biologici, chimici e radiologici. Il rogo si è sviluppato intorno all’interno di un magazzino di un’azienda attiva nel settore cosmetico, in via Canova. Sul posto sono arrivate sette squadre dei vigili del fuoco di Milano, mobilitate anche per la presenza di sostanze chimiche potenzialmente reattive.
Durante le operazioni di spegnimento si sono verificate alcune microesplosioni provocate dalla reazione tra l’acqua utilizzata per domare le fiamme e prodotti cosmetici contenenti ammoniaca. Un dettaglio che evidenzia quanto la gestione delle merci chimiche nei magazzini richieda protocolli rigorosi, conoscenza delle schede di sicurezza e una classificazione precisa dei materiali stoccati. In questi casi, anche prodotti considerati di uso comune possono trasformarsi in elementi critici se sottoposti a calore elevato o miscelazioni accidentali.
La presenza del nucleo Nbcr sul luogo dell’incendio indica un livello di attenzione superiore rispetto ai normali interventi antincendio. Nei depositi dedicati a cosmetici, detergenti o prodotti per la cura personale possono infatti essere presenti sostanze infiammabili, corrosive o reattive. La combinazione tra alte temperature, contenitori pressurizzati e composti chimici aumenta il rischio di fenomeni secondari come scoppi localizzati, emissioni tossiche o dispersioni nell’ambiente.
L’episodio di Corsico riporta al centro una questione spesso sottovalutata nella supply chain: la sicurezza dello stoccaggio chimico. Non basta rispettare le distanze tra scaffalature o installare impianti sprinkler. Serve una mappatura aggiornata delle sostanze presenti, con indicazioni immediate per le squadre di emergenza. Nei magazzini, soprattutto quelli ad alta rotazione, capita di trovare pallet con formulazioni differenti accatastati nella stessa area operativa. Una situazione che può complicare le attività di contenimento in caso di incendio.
Le operazioni di bonifica dell’area sono proseguite anche dopo lo spegnimento delle fiamme. Al momento non risultano persone coinvolte. Resta però evidente come eventi di questo tipo abbiano un impatto che va oltre il singolo stabilimento: interruzioni operative, verifiche ambientali, danni alle merci e possibili ripercussioni sulla continuità distributiva.
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