Nel comparto del packaging in cartone ondulato, il vero vincolo non è tanto la disponibilità di superficie, quanto la capacità di gestire in modo efficiente volumi in crescita, lotti produttivi più ampi e flussi logistici sempre meno lineari. Layout estesi ma già saturi, movimentazioni manuali e uno sviluppo prevalentemente orizzontale rendono complesso sostenere l’evoluzione operativa.
È proprio in questo scenario che si inserisce l’intervento sviluppato da Modulblok, con la realizzazione in Italia di un magazzino autoportante automatico progettato per trasformare la funzione di stoccaggio in un elemento attivo a supporto dei processi produttivi.
L’esigenza iniziale riguardava la gestione di un incremento dei volumi, unito a una maggiore variabilità delle unità di carico, comprendenti sia pallet standard sia formati fuori misura. L’obiettivo non era espandere l’area disponibile, ma incrementare la capacità, separare i flussi di produzione da quelli di spedizione e introdurre un buffer strutturato di prodotto finito, in grado di garantire continuità e flessibilità operativa.
Il progetto supera l’impostazione convenzionale del magazzino come semplice spazio di deposito, evolvendo verso un sistema integrato in cui struttura, automazione e logiche di flusso vengono progettate in modo sinergico.
La configurazione adottata prevede:
L’intero ciclo di gestione del pallet è automatizzato: dall’ingresso, con controlli dimensionali e di peso, fino allo stoccaggio e al prelievo per la spedizione. Il layout incorpora inoltre logiche avanzate di smistamento, gestione degli scarti e corsie preferenziali per le urgenze, assicurando continuità operativa e controllo dei flussi.

L’impianto raggiunge circa 24 metri di altezza (22 metri utili), con una capacità di circa 8.100 posti pallet distribuiti su 2 corridoi e 14 livelli. Un dato che evidenzia chiaramente come
Un elemento distintivo del progetto è rappresentato dall’integrazione della tecnologia Raider, sviluppata all’interno del gruppo Modulblok per applicazioni ad alta densità.

A differenza delle soluzioni tradizionali, il sistema utilizza direttamente la struttura della scaffalatura come parte integrante del processo di movimentazione, operando sul lato corto del pallet e sfruttando gli spazi di inforcamento. Questo approccio consente di eliminare componenti accessorie come guide dedicate, ridurre gli ingombri e aumentare la capacità di stoccaggio per livello.
L’integrazione tra struttura e automazione permette di:
La scaffalatura non è più un elemento passivo, ma diventa parte attiva del sistema intralogistico.
L’introduzione del sistema automatico ha generato effetti concreti sull’organizzazione operativa:
Dal punto di vista energetico e industriale, la soluzione contribuisce a ridurre i trasporti interni ed esterni e a ottimizzare i consumi, inserendosi nei modelli evolutivi legati all’Industria 5.0.
La struttura è stata inoltre progettata secondo criteri avanzati di sicurezza e antisismicità, integrando analisi dedicate e sistemi di accesso sicuro per le attività di manutenzione, a garanzia di affidabilità nel lungo periodo.

Questo progetto dimostra come il magazzino non possa più essere considerato un’infrastruttura passiva, ma debba essere progettato come parte integrante del sistema produttivo. Un approccio che consente di sostenere la crescita, gestire la complessità dei flussi e garantire prestazioni operative elevate nel tempo.
Gestisci volumi in aumento, layout saturi o flussi non ottimizzati?
I tecnici Modulblok supportano l’analisi di layout, unità di carico e processi operativi per definire configurazioni di magazzino ad alte prestazioni, sia in contesti di nuova realizzazione sia in interventi di trasformazione di impianti esistenti.
Visita il sito ufficiale di Modulblok o contatta direttamente il team per informazioni
Articolo realizzato in partnership con Modulblok
