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Competenze logistiche: perché i diplomati tecnici diventeranno la risorsa più critica
Nel quinquennio 2025-2029 la logistica vivrà una carenza strutturale di profili tecnici


Consulenza e Formazione

Competenze logistiche: perché i diplomati tecnici diventeranno la risorsa più critica

29 Novembre 2025

Il report “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia 2025-2029” mette in luce una dinamica che il settore logistico osserva da anni: la crescente rarefazione di competenze tecniche. Il documento evidenzia come il 50% delle posizioni aperte nei prossimi cinque anni sarà destinato a diplomati dell’istruzione tecnica e professionale, con un fabbisogno complessivo tra 1,4 e 1,7 milioni di opportunità. Una quota che supera nettamente il 38% riservato ai laureati. Per la supply chain questo scenario non è neutro: significa operare in un mercato in cui i tecnici diventano più rari dei laureati e in cui i percorsi pratici garantiscono le competenze più immediatamente spendibili nei processi logistici.

Diplomati “introvabili”: trasporti, logistica e meccatronica trainano la domanda

Dentro al 50% dedicato ai diplomati, solo il 4% riguarda i percorsi liceali. Il restante 45-46% si concentra su tecnici e professionisti, i profili che alimentano ruoli essenziali per magazzino, movimentazione, trasporti e manutenzione. Nel settore logistico emergono due indirizzi chiave: Trasporti e Logistica e Sistema Moda, entrambi caratterizzati da un mismatch che supera il rapporto 2:1 tra posti disponibili e candidati in uscita. Il report stima 160-186 mila posizioni tecniche scoperte a fronte di circa 154 mila diplomati formati ogni anno. Per le aziende di trasporto e i centri distributivi questo significa cicli più lenti, onboarding più complesso e necessità di rafforzare le Academy interne per compensare il gap formativo.

Gli indirizzi che alimenteranno la supply chain nei prossimi anni

Tre aree tecniche mostrano una convergenza diretta con le trasformazioni della supply chain:

  • Amministrazione, Finanza e Marketing (45.000 posti/anno): profili utili nella pianificazione dei flussi, nella gestione dei costi e nell’analisi delle performance;
  • Meccanica, Meccatronica ed Energia (20.000 posti/anno): competenze decisive per manutenzione, automazione, robotica e material handling;
  • Informatica e Telecomunicazioni (15.000 posti/anno): fondamentali con la diffusione di WMS evoluti, sistemi IoT, tracciabilità e cybersecurity operativa.

Accanto a queste, gli indirizzi legati a turismo, enogastronomia e socio-sanitario esprimono grandi volumi ma un impatto marginale sulla supply chain. Al contrario, i percorsi IeFP in ambito edile, elettrico, ristorazione, amministrativo e meccanico generano un surplus di domanda fino a tre volte superiore ai diplomati disponibili, accelerando la pressione sui settori industriali e logistici.

Laureati STEM e ITS: il secondo motore della logistica avanzata

La formazione terziaria, secondo Unioncamere, coprirà il 38% del fabbisogno totale: circa 1,2 milioni tra laureati e diplomati ITS nel quinquennio. Una quota tra 108 e 123 mila proverrà dagli ITS Academy, sempre più rilevanti nella logistica 4.0.

Allargando l’analisi alla componente STEM, il mercato richiederà 79-87 mila profili all’anno, con un contributo predominante da:

  • Ingegneria industriale ed elettronica: 40.500 posti/anno
  • Ingegneria civile e architettura: 15.000 posti/anno
  • Area scientifica (matematica, fisica, informatica): 14.000 posti/anno

Questi profili presidiano l’automazione, l’ingegnerizzazione dei magazzini, lo sviluppo di algoritmi per l’ottimizzazione dei flussi e l’implementazione di sistemi di pianificazione avanzata.

Il rischio strategico per la logistica italiana: la competizione interna per gli stessi talenti

La distanza tra percorsi teorici e pratici è ormai strutturale: solo 25-30 mila posti l’anno saranno indirizzati ai diplomati dei licei. Ciò crea una pressione crescente sui percorsi tecnici, gli unici in grado di alimentare operazioni di magazzino, supply chain engineering e fleet management. Le aziende logistiche, manifatturiere e di trasporto competono per lo stesso bacino di giovani, mentre molti diplomati restano fuori dal settore a causa di orientamento insufficiente o scarsa conoscenza delle opportunità. In questo scenario, la capacità delle imprese di attrarre, formare e trattenere competenze diventerà una leva competitiva tanto quanto tecnologia, automazione o capacità di investimento.

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