Olivier Onidi spiega ai rappresentanti di governo che il progetto verrà finanziato nuovamente solo se il suo valore prioritario verrà documentato.




Trasporti Nazionali e Internazionali

Terzo valico, l’Italia dimostri che serve al porto di Genova.

13 Luglio 2015

Il Terzo valico è un’infrastruttura importante per l’Europa: non si mette in discussione la sua realizzazione, né si preclude un nuovo finanziamento del progetto, ma l’Italia deve dimostrare che l’opera è giustificata da un adeguato volume di traffici, in entrata e in uscita dal porto di Genova.

Questa è la spiegazione che è stata data a Bruxelles da Olivier Onidi, responsabile delle Reti Ten-T della direzione Mobilità della Commissione Europea, ai rappresentanti del governo dopo la lettera del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, al ministro Delrio e al premier Renzi sul mancato finanziamento Ue al Terzo valico.

L’Italia dovrà quindi riuscire a documentare il valore prioritario della lunga galleria sotto l’Appennino:

  • accordi tra gli enti interessati alla costruzione dell’opera ed enti/organizzazioni delle aree geografiche di Baviera e Svizzera;
  • futuri investimenti all’interno del porto di Genova, che giustifichino un aumento del traffico ferroviario in entrata e uscita dallo scalo;
  • imprese e realtà produttive dell’area interessate alla realizzazione dell’opera.

Solo rispettando queste condizioni, ha spiegato Onidi, si potrà pensare di finanziare ancora il Terzo valico.





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