Primo trimestre 2015: dalle stime elaborate da Contship, i porti di transhipment sono in crisi. Motivi? Lunghezza e quantità dei controlli doganali.




Trasporti Nazionali e Internazionali

Porti di trasbordo in una situazione difficile.

9 Giugno 2015

Mentre i porti italiani di destinazione finale dei container stanno crescendo, il primo trimestre del 2015 mostra una situazione difficile per gli scali di transhipment.
Secondo diversi operatori, a far perdere traffici agli scali di trasbordo contribuiscono la quantità e la lunghezza dei controlli doganali che vengono effettuati.

Controlli che spingono alcuni clienti a spostare la merce su porti di transhipment esteri, dove i tempi delle verifiche sono molto più brevi.
Dalle stime elaborate dal centro studi di Contship emerge che nei primi tre mesi del 2015 i porti di transhipment hanno segnato risultati molto diversi rispetto a quelli ottenuti dai porti di destinazione finale: Gioia Tauro ha totalizzato -6%, Taranto ha subito la chiusura totale dei traffici, con -100%.

Marco Simonetti, vicepresidente di Contship Italia, afferma fiducioso che il transhipment non è in perdita, anche se la situazione già indebolita è frenata perché “le quote di controlli doganali sulle merci sono molto superiori a quelle di altri Paesi e ci sono clienti, soprattutto nel comparto dei container reefer, che chiedono di far arrivare le merci in porti non italiani”.





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