Cgil: l’individuazione delle ADSP svuota il ruolo delle Autorità Portuali inibendo la possibilità di creare sviluppo e lavoro.




Trasporti Nazionali e Internazionali

Porto di Ancona critico verso le Super Autorità.

29 Maggio 2015

Le rassicurazioni non convincono i sindacati, e il futuro del porto di Ancona e della sua Autorità Portuale è ancora incerto.

Secondo il Piano strategico nazionale della portualità e della logistica, che prevede un modello di governance che individua il sistema portuale in 8 autorità (ADSP), il porto di Ancona verrà inserito nella ‘ADSP nord adriatica insieme ai porti di Venezia, Trieste, Ravenna.

In questo modo “tutte le funzioni che prima erano di competenza delle Autorità Portuali vengono assegnate a questa Super Autorità, svuotando di fatto competenze, ruoli, utilizzo di risorse, investimenti e rapporti con il sistema locale e il territorio”, spiega in una nota Maurizio Amadori, responsabile settore Porto-Mare della Filt Cgil Marche.

Secondo la Cgil, il piano del ministro Delrio dovrebbe andare in Consiglio dei Ministri il 4 giugno.
“Noi non siamo contro il cambiamento; la riforma dei porti è necessaria come è necessario un adeguamento a quelli che sono gli sviluppi dell’economia marittima e portuale mondiale”, prosegue Amadori.





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