Per smascherare le “imprese fantasma” i responsabili dell’Albo stanno stipulando convenzioni con gli istituti previdenziali.




Trasporti Nazionali e Internazionali

Autotrasporto: 35mila imprese sotto esame.

27 Aprile 2015

Autotrasporto sotto le lente d’ingrandimento.
Un controllo indispensabile per le 35mila imprese che, pur senza possedere i requisiti previsti da norme europee e nazionali, risultano iscritte e usufruiscono delle misure che il Governo vara per il settore.

Si tratta perlopiù di agenzie di intermediazione che talvolta fanno anche concorrenza sleale o favoriscono il ricorso a “personale somministrato” che proviene dall’estero, da Paesi dove il costo del lavoro è significativamente inferiore di quello sostenuto dalle imprese regolari che operano in Italia.

L’operazione di controllo ha un grande obiettivo: effettuare la revisione degli elenchi delle imprese iscritte e smascherare quelle “fuorilegge”.
Per smascherare le “imprese fantasma” i responsabili dell’Albo stanno stipulando convenzioni con gli istituti previdenziali per poter sovrapporre i dati e verificare la regolarità contributiva e fiscale.  

Un deciso passo in avanti, che però rischia di non bastare: per far sì che la “corsa europea per essere più competitivi” possa disputarsi su un percorso regolare e con concorrenti leali, e non su circuiti clandestini e con “mezzi truccati”, occorre anche altro.  

Per esempio che tutte le imprese che trasportano merci pericolose possano “partire alla pari”, e non come accade oggi, con le imprese italiane penalizzate dall’obbligo d’iscriversi al Sistri, col solo risultato di assegnare i traffici transfrontalieri ai concorrenti esteri, che non sono invece assoggettati al sistema di monitoraggio, rivelatosi per di più incapace di funzionare.

Oppure, per esempio, risolvendo la questione del Pra istituito nel 1927 – altra invenzione italiana che costa senza dare servizi utili.





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