Necessaria per salvare quelle aziende virtuose che hanno ancora sede in Italia e vogliono essere regolari.




Trasporti Nazionali e Internazionali

Confartigianato trasporti chiede la certezza dei pagamenti.

9 Febbraio 2015

In base a quanto previsto dalla riforma dell’autotrasporto attuata con la Legge di Stabilità, il committente deve preoccuparsi che il suo vettore sia in regola.
Fino a quando l’Albo dell’autotrasporto non provvederà a mettere online la situazione contributiva delle imprese iscritte, il committente per stare tranquillo e non rischiare di essere coinvolto nei “buchi” del suo vettore dovrà richiedere il DURC, il documento di regolarità contributiva.

Il problema si pone quando non paga nei tempi previsti.
Il presidente di Confartigianato Trasporti, Amedeo Genedani, solleva alcune importanti questioni: prima di tutto, le imprese  dell’autotrasporto in regola con il DURC non hanno certezza dei tempi di pagamento.

Le situazioni a cui pensa Genedani sono tristemente note. “Ci sono vettori che per anni hanno lavorato per l’Ilva, ne sono fornitori per servizi che arrivano al 90% del proprio fatturato, e vengono pagati anche dopo 8 mesi.
Ci domandiamo: come si può essere in regola con Inps e Inail se non si hanno i soldi per pagare il carburante?”.

Una soluzione in merito era stata proposta da Confartigianato Trasporti in fase di approvazione della Legge di Stabilità, e aveva a tale scopo presentato un emendamento, poi cassato dal Senato.
Secondo Genedani, il nodo fondamentale è la tempistica dei pagamenti “Se fosse stata introdotta la norma sulla certezza dei tempi di pagamento a 30 giorni, con l’indeducibilità ai fini fiscali, l’attuazione del principio della “regolarità” sarebbe stato soddisfatto”.

Confartigianato Trasporti chiede dunque l’applicazione della certezza dei pagamenti per salvare quelle aziende virtuose che hanno ancora sede in Italia e hanno voglia di essere regolari.
“Senza queste norme – conclude Genedani – si chiude”.





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