Finanziato dall'UE, punta a migliorare lo sviluppo sostenibile dell'area grazie a una pianificazione interregionale.




Trasporti Nazionali e Internazionali

Balmas: il progetto che salva l’Adriatico.

5 Dicembre 2014

Sviluppare un protocollo comune di controllo e gestione delle acque di zavorra delle navi, per tutelare l’Adriatico e il suo ecosistema e prevenire i rischi per la salute umana legati alla presenza di organismi patogeni nelle acque, caricate per stabilizzare le imbarcazioni e rilasciate nel porto di arrivo.

Questi gli obiettivi del progetto transfrontaliero “Balmas” (Ballast Water Management System for Adriatic Sea Protection), finanziato dall’UE (7,5 milioni di euro) attraverso il programma di cooperazione IPA Adriatico 2007-2013, che punta a migliorare lo sviluppo sostenibile dell’area grazie a una pianificazione interregionale.

Il progetto riunisce un pool di istituzioni e centri di ricerca da Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Albania, coordinate dall’Istituto per l’Acqua della Repubblica della Slovenia.
Iniziato lo scorso anno a novembre, il progetto durerà fino a marzo 2016.

Marina Cabrini, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale di Trieste, partner del progetto, sottolinea che “sono stati raccolti dati inerenti i parametri ambientali, chimici e biologici delle acque e dei sedimenti nei 12 principali porti adriatici (Ancona, Trieste, Venezia, Bari, Koper, Rijeka, Pula, ibenik, Split, Ploe, Bar e Durrs).

Attualmente sono in corso le analisi biologiche per valutare la qualità dell’ambiente marino lì dove si scaricano le acque di zavorra.
Il prossimo anno procederemo con il campionamento delle acque di zavorra nelle navi in transito”.





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