Il nostro paese si piazza 5 volte tra i peggiori anche per le numerose infrazioni compiute.




Trasporti Nazionali e Internazionali

Ue: Italia bocciata sul fronte trasporti.

14 Aprile 2014

E’ un quadro deludente per l’Italia quello dipinto dall’Ue in termini di valutazione dei sistemi di trasporto: in un vero e proprio tabellone segnapunti nel quale i 28 Paesi sono stati valutati e confrontati tra loro in base alla qualità e all’efficienza del sistema stradale, ferroviario, aereo e per vie navigabili, l’Italia si piazza quasi sempre agli ultimi posti.

I paesi sono stati valutati secondo 22 criteri suddivisi in otto categorie: libertà di accesso al mercato e regolamentazione, infrastruttura, impatto ambientale, sicurezza, recepimento della legislazione dell’UE, violazione della legislazione dell’UE, innovazione e ricerca, logistica.

In cima alla lista i Paesi che compaiono per cinque o più volte tra i migliori in base ai 22 parametri, in fondo quelli che compaiono cinque o più volte tra i peggiori. In testa per la qualità della loro rete di trasporto ci sono Paesi Bassi e Germania con i risultati migliori – punteggi elevati in ben 11 settori – seguiti da Svezia, Gran Bretagna e Danimarca.

L’Italia si piazza cinque volte tra i peggiori e tre volte tra i migliori Paesi: voto finale -2, perché tra l’altro ha la maggior estensione di linee ferroviarie elettrificate, ma ha commesso il più alto numero di infrazioni e segna la minor adesione assoluta alle direttive europee dei trasporti.
Così in complesso risulta solo 21ª sui 28 Paesi dell’Unione.

“Obiettivo di questa prima valutazione – spiega una nota della UE – è di tracciare una mappa delle diverse performance del servizio di trasporto tra gli Stati membri in tutta Europa, per aiutarli a identificare le lacune e a definire le priorità di investimenti e politiche”.

Il tabellone a punti è elaborato in base a dati provenienti da diverse fonti (Eurostat, l’Agenzia europea dell’ambiente, World Bank e OCSE).

La Commissione – aggiunge la nota – intende perfezionare gli indicatori negli anni a venire, di concerto con gli Stati membri, il settore dei trasporti e gli altri soggetti coinvolti, e seguire i progressi degli Stati membri nel tempo.





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