Il ruolo delle città italiane nel report The Core Network Corridors.




Trasporti Nazionali e Internazionali

Ten-t Days: le novità sui corridoi europei.

15 Novembre 2013

Premessa


“L’inizio di una nuova era nelle infrastrutture europee“.
Siim Kallas definisce così il percorso che l’Europa sta portando avanti per definire i progetti dei corridoi europei.

Un percorso che nel convegno di Tallin è stato esaminato, per fare il punto su ciò che è stato realizzato nell’ultimo anno.

“Ora possiamo davvero iniziare a considerare fattibile la visione di un’unica area di trasporto europea – ha detto Kallas – che permetta il collegamento tra l’est e l’ovest, rimuovendo i colli di bottiglia del traffico e sviluppando le infrastrutture necessarie per creare forti corridoi europei – per il trasporto aereo, di strada, ferroviario e marittimo – che faciliteranno il flusso di beni, business e persone attraverso i confini”.

Tra i documenti prodotti durante le giornate del convegno internazionale, il rapporto “The Core Network Corridors” mette in luce i passi fatti finora e ciò che accadrà nei prossimi anni.

Vediamo una sintesi del rapporto, soffermandoci in particolare sul ruolo delle città italiane protagoniste nei corridoi europei.


Un nuovo approccio alla rete Ten-t

Il rapporto sul futuro network europeo è caratterizzato da un approccio “a doppio strato”.

Il livello di base, chiamato “Comprehensive Network” – Rete Completa, deve garantire l‘accessibilità di tutte le regioni dell’Unione Europea e comprende le componenti delle infrastrutture di rete delle vie stradali, ferroviarie, fluviali, marittime e aeree così come i punti di collegamento tra le diverse modalità.

Condizione primaria inserita tra le direttive comunitarie è che sia garantita l’interoperabilità e soprattutto che sia possibile l’accesso alla rete principale da parte di tutti i cittadini e gli operatori economici europei.

Il secondo livello, definito “Core Network”, è costituito dalle parti più significative della rete principale, identificate secondo una metodologia specifica.

Lo sviluppo e l’attuazione dei progetti che riguardano queste aree strategiche sono ritenuti di prioritaria importanza.

In questo modo, vengono individuati quali sono i principali progetti di interesse europeo su una rete già esistente e quali sono le rispettive criticità da risolvere e le esigenze di piattaforme multimodali di collegamento.

Per far sì che si sviluppi un traffico transnazionale sulle lunghe distanze, è necessario poter utilizzare infrastrutture efficienti, e avvalersi di un innovativo sistema di gestione per poter supportare tutte le funzioni logistiche, l’integrazione modale e una gestione sostenibile.

L’Italia nei corridoi europei

  1. Corridoio Scandinavo-Mediterraneo:
    E’ il corridoio sull’asse nord-sud europea, che integrerà i progetti
    prioritari 1, 11 , 12 e 20; il corridoio ERTMS B e il corridoio
    ferroviario numero 3.

    Si tratta di un’asse cruciale per l’economia europea, che collega i
    principali centri urbani in Germania e in Italia con la Scandinavia e il
    Mediterraneo.

    Tra i progetti principali che riguardano questo corridoio c’è la
    rimozione del collo di bottiglia tra Monaco e Verona, attraverso la
    realizzazione del tunnel del Brennero.

    Tra i casi di successo che riguardano l’Italia, il documento cita la
    linea ad alta velocità tra Milano, Roma e Napoli, diventata operativa
    con il completamento della sezione tra Bologna e Firenze alla fine del
    2009.
    Il tempo di percorrenza tra Milano e Roma è stato così ridotto da 5 ore a
    2 ore e 45 minuti.

    Il volume di traffico passeggeri tra Milano e Napoli è cresciuto di
    circa il 25%, arrivando nel 2010 ad un utilizzo da parte di circa 20
    milioni di passeggeri.

    Tra i progetti predefiniti che riguardano l’Italia e questo corridoio,
    oltre agli studi e i lavori per la realizzazione del tunnel del
    Brennero, vi sono anche quelli relativi al collegamento ferroviario
    Fortezza-Verona; Napoli-Bari, Napoli-Reggio Calabria, Verona-Bologna; le
    interconnessioni portuali e lo sviluppo di una piattaforma nultinmodale
    nei porti di Ancona, Napoli, Bari, La Spezia e Livorno; lo sviluppo del
    collegamento ferroviario Messina-Catania-Augusta/Palermo; le
    interconnessioni portuali dei porti Palermo/Taranto con
    Valletta/Marsaxlokk; e lo sviluppo del collegamento ferroviario tra
    Bologna e Ancona.

  2. Corridoio Mediterraneo:
    Si tratta del corridoio che collega la regione sud-ovest del
    Mediterraneo con i confini dell’Ucraina e l’Ungheria
    , passando dalla
    Spagna e dalla Francia, e attraverso le Alpi all’Italia alla Slovenia e
    alla Croazia.

    Il corridoio, di circa 3.000 km, comprenderà i progetti prioritari 3 e
    6, il corridoio ERTMS D e il corrispondente corridoio ferroviario 6, per
    sviluppare una rete multimodale tra i porti ad ovest del Mediterraneo
    con il centro Europa e per creare un collegamento sull’asse est-ovest
    attraverso le zone a sud dell’Europa, contribuendo all’intermodalità in
    aree sensibili come i Pirenei e le Alpi, collegando le principali aree
    urbane dell’Europa con linee ferroviarie ad alta velocità.

    Tra gli obiettivi principali che riguardano questo corridoio c’è il
    nuovo collegamento ferroviario tra la Francia e l’Italia, la cosiddetta
    “Torino-Lione”
    .

    Tra i progetti predefiniti che riguardano l’Italia, si trovano anche il
    parziale sviluppo ferroviario e la parziale nuova linea dell’alta
    velocità tra Milano e Brescia
    ; la previsione di inizio lavori entro il
    2014 su alcune sezioni del collegamento ferroviario
    Brescia-Venezia-Trieste, in sinergia con lo sviluppo delle azioni
    previste nel Corridoio Baltico-Adriatico; studi e lavori per l’IWW
    Milano-Cremona-Mantova – Porto Levante/Venezia – Ravenna/Trieste;
    interconnessioni portuali e sviluppo di piattaforme multimodali per il
    collegamento tra i porti interni di Cremona, Mantova, Venezia, Ravenna e
    Trieste; infine la realizzazione della sezione transfrontaliera, entro
    il 2020, per il collegamento ferroviario tra Trieste e Divaca.

  3. Corridoio Baltico-Adriatico:
    E’ il corridoio lungo 2400 km che collega i porti del Baltico in Polonia
    con i porti dell’adriatico
    , e comprenderà il progetti prioritari 23 e
    25 e il corridoio ferroviario 5 (Gdansk-Ravenna).

    Connette i centri economici di Varsavia, Vienna, Venezia, Trieste e
    Ravenna.

    La sezione che passa per Graz si dirama sia verso Trieste passando per
    Udine sia verso Trieste passando per Ljubljana.

    Il caso di successo italiano citato risale agli anni ’90, con lo
    sviluppo della linea Pontebbana.

    Tra i progetti predefiniti che riguardano l’Italia ci sono: la parziale
    costruzione di nuove linee per lo sviluppo ferroviario, lo sviluppo di
    piattaforme multimodali e il miglioramento della linea Udine –
    Cervignano e Trieste
    , nei collegamenti ferroviari tra
    Wien-Graz-Klagenfurt-Udine-Venezia e Ravenna; e le interconnessioni
    portuali e lo sviluppo di piattaforme multimodali nei porti di Trieste,
    Venezia, Ravenna e Koper.

  4. Corridoio Alpino:
    E’ il corridoio sull’asse nord-sud che collega i porti del Mare del Nord
    di Rotterdam e Antwerp con le basi nel Mediterraneo
    , come il porto di
    Genova, e che comprende la base del Reno.

    Integrerà i progetti prioritari 5 a 24, il corridoio ERTMS A e il
    corridoio ferroviario 1.

    Tra le priorità evidenziate c’è la necessità di risolvere i colli di
    bottiglia in Germania e in Italia.

    Inoltre, le vie d’accesso ai tunnel svizzeri, tra cui la
    CH-Milano/Novara, necessitano di fare passi avanti velocemente, e i
    tunnel del Gottardo e del Monte Ceneri creeranno una traiettoria piatta
    per il trasporto delle merci su rotaia, attraverso il territorio
    ecologicamente sensibile delle Alpi, a partire dal 2019.

    Tra i casi di successo italiani viene citato il tunnel del Gottardo, il
    più lungo tunnel ferroviario del mondo, con un totale di 151.84 km di
    tunnel e passaggi.

    I lavori sono iniziati nel 1996 e il tunnel diventerà operativo nel
    2017, riducendo da 3,5 ore ad 1 ora il tempo di viaggio da Zurigo a
    Milano.

    Tra i progetti predefiniti, anche l’interconnessione portuale con il
    porto di Genova e gli studi, con una previsione di inizio dei lavori
    entro il 2020, per il collegamento ferroviario Genova-Milano/Novara-CH

    E’ possibile leggere il documento integrale “The Core Network Corridors”
    alla seguente pagina: http://www.tentdays2013.eu/Doc/b1_2013_brochure_lowres.pdf

 





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