Cinque miliardi in infrastrutture ma si privilegiano i porti a traffico minore.




Trasporti Nazionali e Internazionali

Corte dei Conti: manca una programmazione sui porti.

3 Settembre 2013

La Corte dei Conti ha rilevato in un’indagine a quanto ammonta l’investimento del Governo italiano per le infrastrutture portuali e in che modo si distribuisce sulla nostra penisola.

È emerso che, su un totale di spesa di quasi cinque miliardi, viene investito di più per porti con volumi di traffico inferiori.

Ad esempio i porti di Genova, La Spezia e Livorno, nonostante vi passi più del 60% del traffico nazionale non di transhipment, sono considerati meno strategici rispetto agli scali in Adriatico, alto Tirreno e in Italia centrale, che riportano dati di traffico minori.

Manca una programmazione unitaria a livello nazionale, dice la Corte dei Conti, che rileva “marcati profili di criticità consistenti, in particolare, nei ritardi accumulati nell’attuazione degli interventi, una parte significativa dei quali non risulta conclusa a oltre un decennio dall’adozione degli atti di programmazione e dall’assunzione dei limiti di impegno per un totale di finanziamenti pubblici di quasi 1.500 miliardi”.





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