Le imprese europee adottano un approccio più prudente agli investimenti, con una crescente attenzione al controllo dei costi e alla redditività. È il quadro che emerge dalla Deloitte European CFO Survey Spring 2026, condotta tra marzo e aprile in 12 Paesi europei, Italia compresa. Il 48% dei CFO si dichiara meno ottimista sulle prospettive finanziarie della propria azienda rispetto a tre mesi prima, contro il 25% dell’autunno 2025.
La cautela si riflette nelle decisioni di investimento. Solo il 26% dei CFO prevede di aumentare la spesa in conto capitale nei prossimi dodici mesi, mentre il 45% si aspetta di mantenerla invariata. Inoltre, l’85% degli intervistati considera il momento attuale poco favorevole a una maggiore assunzione di rischio finanziario.
Per la prima volta nella storia della survey, la riduzione dei costi rientra tra le tre principali priorità strategiche in tutti i Paesi analizzati. Le aspettative di crescita organica sono scese al 45%, mentre aumenta l’interesse per l’espansione nei mercati in cui le aziende sono già presenti, anch’essa indicata dal 45% degli intervistati.
Anche sul lavoro prevale la prudenza: il 23% delle imprese prevede di aumentare l’organico, il 36% di ridurlo e il 41% di mantenerlo stabile. Il quadro indica una maggiore attenzione alla produttività e all’efficienza operativa rispetto a strategie di crescita fondate sull’espansione della forza lavoro.
L’indagine non fornisce dati specifici per il trasporto stradale o per le imprese logistiche e non può quindi essere considerata una misurazione diretta della fiducia del settore. I risultati descrivono però il contesto finanziario nel quale operatori logistici e aziende clienti prendono decisioni su acquisti e investimenti.
Deloitte rileva una crescente attenzione verso automazione, trasformazione digitale e rafforzamento delle supply chain, insieme a investimenti orientati a produttività, tecnologia e sviluppo delle competenze. La maggiore disciplina finanziaria non implica quindi necessariamente il blocco degli investimenti, ma può aumentare la richiesta di dimostrare con chiarezza il ritorno operativo dei singoli progetti.
In questo scenario, interventi logistici ad alta intensità di capitale, dall’automazione dei magazzini all’ampliamento delle capacità operative, possono essere sottoposti a valutazioni finanziarie più rigorose. Si tratta di una possibile conseguenza del minore orientamento al rischio e della debole propensione ad aumentare il Capex, non di un dato specificamente rilevato dalla survey sul settore logistico.
Alla cautela contribuiscono anche i fattori esterni. Il 42% delle aziende europee segnala che l’aumento dei costi energetici ha inciso negativamente su redditività e decisioni di investimento negli ultimi due anni. Inoltre, il 48% dei CFO prevede che le tensioni in Medio Oriente possano avere effetti negativi su margini e investimenti nei prossimi dodici mesi.
Il risultato è un orientamento verso modelli operativi più resilienti e selettivi nella destinazione delle risorse: per logistica e supply chain, la capacità di collegare gli investimenti a produttività, efficienza e continuità operativa assume quindi un peso crescente nei processi decisionali.
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