Nel panorama degli acquisti B2B convivono oggi due modelli profondamente diversi. Da un lato la gestione tradizionale degli ordini, basata sull’accesso diretto ai portali dei fornitori, sull’inserimento manuale dei dati e sulla ricostruzione del ciclo dell’ordine all’interno dei sistemi aziendali. Dall’altro, l’approccio fondato su integrazioni strutturate come OCI e Punchout, che collegano l’e-commerce del fornitore direttamente all’ERP del cliente. Questa differenza non è più solo tecnologica, ma organizzativa. La gestione tradizionale continua a essere diffusa, soprattutto in contesti frammentati, ma espone l’ufficio acquisti a una molteplicità di passaggi manuali che aumentano il rischio di errori, rallentano i processi e riducono la visibilità complessiva sulla spesa. Il confronto tra i due modelli consente di comprendere in modo concreto dove si generano inefficienze e quali benefici derivano da un’integrazione più evoluta.
Nel modello tradizionale, il buyer accede a più piattaforme e-commerce, seleziona i prodotti e raccoglie conferme, documenti di trasporto e fatture attraverso canali diversi. Queste informazioni devono poi essere riportate manualmente nel sistema gestionale, con un dispendio di tempo e un’elevata probabilità di incongruenze. Errori di trascrizione, duplicazioni di ordini e disallineamenti tra dati commerciali e amministrativi sono criticità ricorrenti, soprattutto quando il volume delle transazioni cresce. Le soluzioni OCI e Punchout intervengono proprio su questo punto, consentendo di trasferire nel gestionale dati già strutturati, come codici articolo, descrizioni, quantità e prezzi. L’eliminazione del doppio inserimento riduce gli errori e garantisce coerenza informativa lungo l’intero ciclo dell’ordine, migliorando la continuità operativa della supply chain.
Un altro elemento distintivo riguarda il controllo dei processi. Nella gestione tradizionale, l’accesso diretto ai portali dei fornitori rende più complesso applicare regole di acquisto, limiti di spesa e flussi autorizzativi coerenti. Il rischio è quello di perdere visibilità sulle decisioni operative e di indebolire la governance del procurement. L’integrazione tramite OCI e Punchout consente invece di mantenere invariati i processi autorizzativi interni, riportando l’operatività all’interno dell’ERP aziendale. Questo approccio permette di coniugare efficienza e controllo, senza rinunciare alla flessibilità nella selezione dei prodotti. Nel 2026, il valore di queste soluzioni risiede nella capacità di supportare modelli di acquisto più maturi, in cui la tecnologia diventa uno strumento di governo dei processi e non un semplice acceleratore operativo.
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